Coronavirus e crisi. Il presidente di Confindustria Alto Adriatico: «Nel Dpcm proposte irragionevoli»

Martedì 28 Aprile 2020
Michelangelo Agrusti. ​Il presidente di Confindustria Alto Adriatico: «Nel Dpcm proposte irragionevoli»

PORDENONE - «Non è possibile continuare con proposte la maggior parte delle quali appaiono irragionevoli»: lo ha affermato il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, intervenendo a Il13 per commentare il nuovo Dpcm. «Ho ricevuto tantissime telefonate, messaggi di colleghi imprenditori molto preoccupati, c'è della tensione che potrebbe produrre manifestazioni che segnalano di come la gente non ne possa più - ha aggiunto -. Dico sì ai comportamenti virtuosi, no ai diktat di comitati sistematisi in cima alla piramide del potere in nome di una emergenza eterna».

La presidente del Consorzio Marmolada: «Se continua così chiudiamo tutti»

In una nota Agrusti ha sottolineato come sia impensabile ritenere che questo Paese possa ancora reggere a lungo uno stress di queste proporzioni. «Si fa fatica - ha sostenuto - a far comprendere ciò che avviene in Italia quando tutt'attorno il mondo si muove in altra direzione e con altre velocità».

Coronavirus, Fedriga "firma" il patto tra le Regioni per portare a Roma la voglia di uscire di casa

Il presidente ha ribadito l'impegno del gruppo di lavoro costituito da Confindustria Alto Adriatico, Prefettura, Guardia di Finanza e Confartigianato, un team che ha esaminato oramai più di 2.500 richieste di mantenimento in attività avanzate delle industrie riuscendo a tenerne aperte circa il 95%. «Nel Pordenonese, anche in virtù degli accordi con le organizzazioni sindacali - ha concluso - siamo riusciti a garantire continuità a gran parte dei settori ad eccezione dell'edilizia costruttiva e di una parte del mobile. Mi sto adoperando per farlo ripartire già oggi, avendo proposto di individuare l'intero Cluster del Legno Arredo come strategico per il Paese». 

Ultimo aggiornamento: 14:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA