Concerto nazi-rock, la notte della paura nel capannone blindato

Concerto nazi-rock, la notte della paura nel capannone blindato

di Marco Agrusti

AZZANO DECIMO - La contemporaneità sinistra tra il Giorno della memoria e l'evento organizzato dal fronte skinhead Langbard Club? Una casualità. A dirlo sono gli organizzatori del concerto di via Zuiano ad Azzano Decimo, per la prima volta impegnati a spiegare le ragioni di una scelta definita da più parti quantomeno inopportuna. L'imponente (data la tranquillità della serata) dispiegamento di forze, invece, era tutt'altro che casuale. Una trentina di agenti, i furgoni blindati di polizia e carabinieri, un primo posto di blocco già a un chilometro dal capannone sede del concerto più temuto degli ultimi anni. La notte di Azzano Decimo è stata illuminata dai lampeggianti blu delle auto schierate a protezione dell'ordine pubblico. Ce n'erano almeno altrettante travestite da mezzi privati, ma che contenevano altri agenti in borghese. Era pronta pure una riserva, composta da altri uomini e mezzi, ma fortunatamente non è stato necessario impiegarla.

Il giorno più lungo, cominciato con il letame rovesciato sulla strada, è terminato con una serata tutto sommato tranquilla. La tensione, palpabile sul viso degli agenti in divisa, ha blindato un intero quartiere. Si è dissipata soltanto quando è diventato chiaro che nessuno avrebbe provato a introdursi nel capannone che ospitava i tre gruppi metal protagonisti dell'evento. Le forze dell'ordine hanno tirato tardi, impegnate a proteggere l'ormai affermata liceità della manifestazione, ma non sono state costrette a intervenire. Soltanto una decina di manifestanti, provenienti dal presidio andato in scena qualche ora prima, ha deciso di avvicinarsi alla sede del Langbard Club. Bandiera della pace in mano, la coscienza fiera della protesta pacifica. «L'uovo del serpente - dice Daniele Di Luca - va schiacciato subito». Poi però ci si accorge che la strada che costeggia il capannone di via Zuiano è buia e pericolosa, ma soprattutto che la decina di manifestanti sarebbe - appunto - rimasta tale, nessuno in più. Meglio ripiegare, allora, tanto al concerto non si entra...
 
 
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Domenica 28 Gennaio 2018, 11:41






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5 di 8 commenti presenti
2018-01-30 05:45:49
Abbinamenti ( nazi, fascist, soviet, anarkik, CCCP..ecc) con ( classic, folk, jazz, rock, punk, liscio, marzurk, neapolitan..e varie eventuali) In amor come nella polemica di appartenenza politica, le parole non contano, conta soltanto la musica. I memoriali di deportati , raccontano di musichette popolari o classiche eseguite da orchestra dal vivo o diffuse da altopalrlanti,che accompagnavano i riti feroci :selezioni, esecuzioni.I superstiti ne furono perseguitati nel ricordo. Marcette o inni appartengono all'armamentario di tutti i movimenti, assieme alle sfilate con fiaccole e bandiere ed armi hanno acchiappato il consenso di giovani e cittadini.
2018-01-28 17:55:16
Concerti padani con quattro sfigati...hahahahahaahahahahahahahaha...ciao enrico..ciao.
2018-01-28 15:42:18
E' facile il fanatismo in epoca di pace. Vorrei mandare questa gente dove c'è guerra e persecuzione; vediamo se non si danno una calmata.
2018-01-28 15:00:04
Voglio solo sperare che gli extracosti per le forze dell’ordine, vengano pagati dalle entrate di biglietteria e non spalmati come al solito.... per il resto no comment...
2018-01-28 13:36:43
Se l'uovo del serpente fosse stato subito schiacciato...non avremmo comunismo e comunisti...