In carcere per tentato omicidio l'uomo che ha colpito con una mazza da baseball il suocero

Mercoledì 19 Febbraio 2020
polizia

PORDENONE - Arrestato con l'accusa di tentato omicidio un 44enne pordenonese che avrebbe colpito alla testa con una mazza da baseball il padre della convivente al culmine di quella che sarebbe stata l'ennesima lite, poi degenerata, scatenata - a quanto si apprende - dalla disapprovazione dell'uomo per la loro relazione. L'aggressione è avvenuta sabato sera in un'abitazione in località Torre (Pordenone). La vittima, un 65enne, dopo essere stata sottoposta alle procedure di stabilizzazione da parte del personale medico, è stata trasportata in «codice rosso» all'ospedale di Pordenone, dove si trova tuttora ricoverata in prognosi riservata. A richiedere l'intervento della polizia per una violenta lite era stato un condomino. Giunti sul posto, gli agenti, indirizzati da alcuni vicini, avevano trovato l'uomo riverso a terra e sanguinante per le lesioni al capo nel cortile prospiciente l'ingresso dell'abitazione. A pochi metri, in uno stato definito dai poliziotti «di evidente alterazione» e «con gli abiti sporchi di sangue», il 44enne, ai cui piedi si trovava una mazza da baseball in metallo, sporca di sangue.

Gli inquirenti avrebbero poi appurato che la vittima si sarebbe presentata poco prima presso l'abitazione della figlia e del convivente, e a seguito di un'accesa lite scaturita tra i due uomini, il 44enne, armatosi di una mazza da baseball, avrebbe colpito ripetutamente alla testa il padre della donna, infierendo su di lui anche mentre tentava di fuggire e continuando a colpirlo al corpo anche dopo che questi era a terra, orai incosciente. L'uomo -  gravato da numerosi precedenti per violazione delle norme sugli stupefacenti e reati contro la persona - è stato quindi associato alla Casa circondariale di Pordenone a disposizione del Pubblico Ministero, Marco Faion e il Gip, Rodolfo Piccin, ne ha convalidato l'arresto per il reato di «Tentato omicidio aggravato» (artt. 575 c.p. e 61 c.p.), disponendone la custodia cautelare in carcere. 

Ultimo aggiornamento: 10:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA