Vigneti cosparsi di glifosato, la Coldiretti va controcorrente e promuove il diserbante

Martedì 11 Febbraio 2020 di Marco Agrusti
Il problema dei diserbanti è sentito anche a Pordenone e provincia
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PORDENONE - «Siamo attenti a quello che fa il Veneto, abbiamo in comune lo stesso mercato e il medesimo bacino di approvvigionamento, ma in provincia di Pordenone al momento non vediamo alternative all’uso del glifosato nei vigneti: tutte quelle sondate risulterebbero troppo costose e non sostenibili economicamente». Lo dice Matteo Zolin, presidente della Coldiretti pordenonese. E la sua presa di posizione è una spinta controcorrente rispetto al pensiero espresso con toni più che decisi dal governatore del Veneto, Luca Zaia, che in merito a un possibile reintegro dell’erbicida nei 15 comuni che coincidono con il territorio della denominazione Docg del Prosecco ha ribattuto con un “no” senza appello. 

 

Prosecco d'oro: i colossi stranieri pronti a comprare i marchi storici

TREVISO - Il sistema vitivinicolo trevigiano fa gola ai grossi investitori stranieri. Piace al punto che ci sono fondi e colossi del settore pronti a investire milioni di euro per entrare in aziende già affermate, con marchi forti e riconosciuti sul mercato, con filiere produttive già avviate. E redditizie.

LA POSIZIONE
Dal 1 gennaio 2019 il glifosato è bandito dai regolamenti di polizia rurale dei comuni corrispondenti alla zona Docg e il divieto è recepito dal disciplinare del Consorzio. Nel 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha inserito il prodotto nella lista delle sostanze “probabilmente cancerogene”, ma un recente studio della società statunitense Epa ha ribaltato il verdetto, sancendo la non pericolosità del glifosato in relazione a un utilizzo secondo le prescrizioni. Per questo motivo sembra essersi riaperta la porta all’utilizzo dell’erbicida in seno al Consorsio Conegliano-Valdobbiadene. A chiedere il reintegro sono stati alcuni produttori, e la porta sbarrata da Zaia ha alzato il livello dello scontro. In provincia di Pordenone invece si assiste a una presa di posizione chiara: il glifosato si continuerà ad usare. «Anche all’interno dello stesso Consorzio del Prosecco - spiega Zolin - ci sono voci discordanti. Le nostre aziende si stanno muovendo verso politiche volte a una maggiore sostenibilità ambientale, ma il glifosato si usa e si userà ancora. Ci sono tecnici al lavoro per valutare tutte le alternative, ma i dati che abbiamo in mano ci dicono che sono ancora tutte troppo costose. E stiamo parlando sia degli altri principi attivi che delle lavorazioni meccaniche con le zappe automatiche, che richiedono investimenti per l’attrezzatura e diverso tempo per le operazioni. Non dobbiamo dimenticarci, poi, che il glifosato viene usato anche dalle amministrazioni pubbliche per rimuovere le erbacce da strade e marciapiedi, e che il prodotto è diffuso anche dove corrono le rotaie della ferrovia». Dall’ufficio della presidenza di Coldiretti Pordenone arrivano quindi due indicazioni: sono in corso degli studi finalizzati alla sostituzione nel tempo del glifosato ma nello stesso momento non è pensabile un immediato addio al prodotto. Una situazione che pone le trenta maggiori aziende produttrici di vino della provincia, molte delle quali imbottigliano anche Prosecco Doc, su un piano di scontro rispetto a quanto avviene ai vertici della politica del vicino Veneto. 

L’USO
Il glifosato è un diserbante che si utilizza soprattutto nei vigneti. Raramente è impiegato, all’inizio della stagione di semina, per trattare campi coltivati a cereali. Tra i filari delle vigne si impiega ai piedi della singola pianta per non mettere in competizione l’erba infestante con la vite. Per utilizzarlo serve un patentino.

Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 09:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA