Fincantieri in pista per Cimolai, il gruppo cantieristico interessato al salvataggio della società

Martedì 14 Febbraio 2023 di Marco Agrusti
Fincantieri in pista per Cimolai, il gruppo cantieristico potrebbe partecipare al salvataggio della società di Pordenone in crisi

PORDENONE - La notizia arriva a margine, dopo le cautele tipiche del microfono acceso. C'è un sondaggio in corso - ben avviato - per mettere in contatto Fincantieri con Cimolai. «E verificare l'interesse del colosso dei cantieri navali, tramite Cdp Equity, per il gigante dell'acciaio di Pordenone». Parole del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. Serviva anche (ma forse soprattutto) a questo la visita congiunta del ministro e dell'amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, alla fabbrica automatizzata Lef di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone.

Mettere in contatto un attore politico - Luca Ciriani -, impegnato da inizio legislatura nel tentativo di salvataggio del Gruppo Cimolai (gravato dal buco dei prodotti derivati), e l'azienda-bandiera dei cantieri navali. Un primo faccia a faccia c'è già stato ieri, ne seguiranno altri.


IL FUTURO DEL GIGANTE
Se Fincantieri e Cimolai arriveranno a una stretta di mano non sarà oggi. A stretto giro sono altre le partite che il colosso della cantieristica punta a giocare per vincere. A partire dalle commesse che nasceranno a causa di una situazione geopolitica da vertice della tensione, «che richiederà e porterà a un aumento delle spese per la difesa», ha confermato ieri in provincia di Pordenone, l'Ad Folgiero. «La nave ha quegli elementi di deterrenza particolari della spesa della Marina - ha aggiunto - ha la capacità di difendere i cavidotti, le infrastrutture energetiche, i cavi delle comunicazioni. L'80% dei fondali del Mediterraneo non sono conosciuti: credo che la spesa della Marina crescerà perché c'è grande bisogno di sicurezza - e i prodotti militari di Fincantieri come Fremm antisommergibile e corvette sono i più richiesti e i più provati in mare». Il costruttore navale italiano ha già vinto la gara d'appalto per la costruzione delle prime 10 fregate della classe Constellation per conto degli Stati Uniti d'America e ieri ha siglato un memorandum d'intesa per la fornitura di navi alla Grecia. «La spesa della difesa navale è molto duale, dà un respiro di lungo termine a questo sforzo che i contribuenti dovranno sostenere insieme all'Europa», ha aggiunto Folgiero. «Fincantieri ha le carte in regola per indirizzare questa crescita - ha concluso - e l'Italia ha la piattaforma geopolitica idonea per promuovere questo tipo di business».


PIENA OCCUPAZIONE
Automazione, tecnologia, svolta digitale e piena occupazione. Il 2023 di Fincantieri poggia su questi quattro capisaldi. E la rivoluzione parte dal cantiere di Monfalcone (Gorizia), dov'è nato il piano di modernizzazione dei processi produttivi del gruppo. «Un progetto che si basa sull'allestimento dei blocchi delle navi a terra - ha illustrato Folgiero - al posto del metodo che prevedeva il montaggio in altezza. Una rivoluzione che abbatte costi, tempi e pericolosità delle operazioni e che abbiamo esportato per la prima volta anche nello stabilimento di Marghera (Venezia). L'obiettivo è quello di estendere il modello a tutti gli otto siti del Paese mantenendo la piena occupazione ovunque anche per l'anno in corso».


IL BUSINESS
E poi le crociere, che puntano al superlusso e hanno superato i livelli pre-Covid. «I segnali sono senz'altro positivi: non ci sarà la crescita a cui siamo stati abituati gli anni passati, ma c'è sicuramente un mercato indirizzabile. Fincantieri e noi siamo su tutte le opportunità, su tutti gli armatori, su tutti i prodotti», ha aggiunto Folgiero mentre in Borsa saliva di oltre il 6%.


IL CASO WÄRTSILÄ
Niente cordata invece per il costruttore di grandi motori Wärtsilä (Trieste). «Manterremo il ruolo di grandi clienti e garantiremo il massimo impegno», ha assicurato l'ad di Fincantieri. Ma il nome del colosso dei cantieri non c'è tra quelli interessati all'acquisizione.


LA POLITICA
Chiusura con il ministro Ciriani che dopo le frasi di Silvio Berlusconi su Zelensky ha provato a rinsaldare la maggioranza: «Per quanto ci riguarda la politica estera del governo e del centrodestra, era chiarissima in campagna elettorale, è stata chiarissima quando la presidente Meloni si è rivolta alle Camere per la fiducia e non cambia neanche adesso».

Ultimo aggiornamento: 09:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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