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Cervi e caprioli distruggono orti, giardini e coltivazioni. Famiglie esasperate

Mercoledì 20 Luglio 2022 di Mirella Piccin
I cervi ad Azzano Decimo
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AZZANO - Caprioli e cervi sono in aumento nel territorio comunale, da Cesena a Fagnigola, a Tiezzo e Corva, perfino nel capoluogo. Gli animali selvatici, sempre più numerosi, fanno razzia negli orti e sui terreni coltivati, causando danni anche gravi. Per proteggersi, le famiglie sono costrette a installare recinzioni elettrificate, ma non tutti optano per questo tipo di aiuto. I danni in questo momento, specie di ortaggi, ma anche frutta, non si contano. Alcune famiglie di Corva, che abitano in via Tonin e nelle vie Chiesuole e Vallon, vicino al campo sportivo e in altre vie periferiche della frazione, lamentano la presenza costante di un cervo maschio che, a notti alterne, passa negli orti, quelli aperti, e fa razzia di verdura, distruggendo buona parte del raccolto. Tanto che alcune famiglie sono già corse ai ripari con recinzioni di fortuna, non sufficienti però a bloccare l’animale che dall’argine del fiume Meduna raggiunge l’area in cerca di cibo.

Il cervo in questione però non è solo: anche altri ungulati, questa volta femmine, e una decina di caprioli, sono stati avvistati nei campi e sull’argine del fiume. «Coltivare l’orto o un campo, seppur piccolo, è un lavoro che costa sudore, ma se poi non possiamo raccogliere i frutti del nostro lavoro - lamentano alcuni residenti di via Tonin, tra cui le famiglie Paier e Tonin, che hanno fatto la segnalazione all’ufficio Ambiente - la delusione è doppia. Non sappiamo più cosa fare. Gli orti per noi non sono solo un passatempo, un modo per impegnarci alcune ore al giorno, ma in un momento in cui i prezzi della verdura sono alle stelle, è anche un modo per risparmiare sulla spesa. Ci rendiamo conto che sembra un problema da poco, ma questo manda all’aria un lavoro di mesi che non può essere recuperato, perché sono coltivazioni stagionali. Il cervo maschio è un esemplare grande che ci arriva fin davanti alla porta di casa, e abbiamo timore anche per i bambini. E, infine, trattandosi di piccole coltivazioni a conduzione familiare, non si può fare richiesta di indennizzo. Ci chiediamo cosa fare e chi ci ci possa aiutare». 


Raccontano le famiglie «non mangiano proprio tutto: i gambi e le radici li lasciano. Mangiano l’insalata, ma anche tutto quello che riescono a strappare dai rami bassi degli alberi da frutto e il passaggio nei nostri orti si ripete spesso. Il cervo maschio l’abbiamo visto anche in piena notte, nel giardino, grande e possente, colto in flagrante, il “malfattore”, mentre distruggeva i nostri raccolti». 


Mario Del Bianco, presidente della Riserva cacciatori di Azzano e del Distretto venatorio 11, precisa: «i primi cervi sono arrivati nel territorio nel 2016, lungo l’asta del Meduna, attirati dalla zona e dal cibo e poi con gli anni si sono moltiplicati. Oggi si contano una trentina di caprioli e oltre una decina di cervi, di cui 4 maschi, in tutto una quarantina di ungulati. I cervi poi sono animali selettivi, si nutrono di erba e mangiano foglie, oltre ad avvicinarsi agli orti perché sono ghiotti di verdure. Poi - aggiunge - raccomando sempre la massima attenzione agli automobilisti, per evitare spiacevoli incidenti, per loro e per i preziosi esemplari. I cervi sono animali che si spostano in particolare durante la notte e, negli ultimi tempi, sono in fase di proliferazione. Un cervo può arrivare a pesare due quintali, quelli segnalati sono animali fra i 170 e i 200 chili. Al momento non possiamo fare niente, molti si spostano e vivono nelle aree di rifugio, per cui non si possono toccare. E comunque è la Regione, Servizio Caccia e risorse ittiche, che decide come comportarsi, in base al Piano faunistico». 

Ultimo aggiornamento: 22 Luglio, 10:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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