Arrivano i nuovi alloggi sociali: si copia il modello svedese

Lunedì 1 Marzo 2021 di Alberto Comisso
Le nuove "case sociali" che saranno realizzate in via San Quirino


PORDENONE Housing sociale: a Pordenone si può. I tempi sono maturi perché due interventi di edilizia abitativa sociale possano essere conclusi entro la primavera di quest’anno. Rientrano tra i 100 obiettivi che il vicesindaco Eligio Grizzo si era promesso di raggiungere in cinque anni e permetteranno, tra l’altro, di riqualificare due ambiti della città che, altrimenti, sarebbero rimasti in preda ad abbandono e degrado. A Vallenoncello, in via Prata, sono in fase di ultimazione i lavori di recupero di cinque abitazioni, di proprietà del Comune, che versavano in condizioni precarie. Grizzo lo ha ammesso: «Nel ripensare a un programma di sviluppo e riconversione di quelle unità abitative, ho copiato un po’ dal modello svedese. Credo, al di là di tutto, che la scelta di garantire in periferia servizi di prossimità, e al contempo creare spazi di aggregazione per giovani e anziani, sia vincente. Anche perché a una famiglia disagiata daremo la possibilità di gestire l’intero complesso residenziale: non pagherà l’affitto dell’abitazione che le andremo ad assegnare ma, in compenso, si occuperà di tenere in ordine i locali. Così da garantire sicurezza, pulizia ed ordine».
AGGREGAZIONE
Verrà realizzato un open space all’interno del quale ragazzi al mattino e anziani al pomeriggio si ritroveranno. La sera, nell’ambito di un progetto sociale articolato, potrebbero condividere insieme momenti di aggregazione. Gli spazi saranno messi a disposizione, in locali distinti, di polizia locale, assistenti sociali e servizio demografico. Si parla, quindi, di servizi di prossimità. Il costo dell’operazione è di 600mila euro. Dei cinque edifici esistenti, tre sono stati demoliti e sostituiti con un’altra costruzione nella quale, appunto, saranno ricavati adeguati locali per ospitare una biblioteca, due sedi rispettivamente per il vigile di quartiere e per l’assistente sociale, uno spazio per il Caaf e per l’Anagrafe, il consultorio familiare e una sala polivalente. È stato inoltre realizzato un blocco con scale e ascensore che consentirà l’accesso al primo piano sia del blocco nuovo che di quello ristrutturato.
VIA SAN QUIRINO
Altro discorso in via San Quirino. L’edificio, di proprietà comunale, è destinato a diventare un’altra housing sociale per ospitare anziani autosufficienti. Lo stabile, tra l’altro, si trova di fronte ad un’analoga struttura, in via Colvera, che ha la stessa funzione. Il progetto definitivo ed esecutivo è stato approvato lo scorso febbraio dalla giunta e ora, dopo le procedure burocratiche e l’affido all’Ater di Pordenone per quanto riguarda la progettazione e la direzione dei lavori, l’intervento di recupero si sta avviando alla conclusione. «L’immobile si presentava in uno stato di degrado in tutte le sue parti, per cui abbiamo ritenuto fondamentale restituirlo alla comunità e recuperare un bene del patrimonio pubblico. Per la ristrutturazione - ha affermato l’assessore Walter De Bortoli - sono stati utilizzati materiali di qualità, prima di tutto per garantire la salubrità degli ambienti e quindi la salute dei futuri ospiti e, in secondo luogo, per evitare in futuro continue manutenzioni». Al piano terra è stata realizzata un’area comune, così da consentire agli inquilini di vivere momenti di aggregazione. «Questo progetto sociale flessibile, sperimentale e alternativo rispetto a quelli tradizionali - commenta Grizzo - si fonda sulla sperimentazione modulare dell’abitare per persone anziane autosufficienti o parzialmente autosufficienti, con l’utilizzo anche di servizi comuni per i pasti, per le attività ricreative e di socializzazione in continuità con la vita che si svolge nella vicina Casa Colvera. Due esperienze integrate che si inseriscono in un percorso innovativo delle politiche di welfare».
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