Nasce la Comunità energetica: fotovoltaico in Fiera a Pordenone per uffici, scuola e palestra

L'obiettivo è diventare produttori e nello stesso tempo utilizzatori di elettricità in modo da contenere i costi dell'energia

Sabato 24 Settembre 2022 di Loris Del Frate
Pordenone Fiere

PORDENONE - Si parte dal quartiere delle Grazie, ma se il progetto avrà successo come tutto fa pesare, potrà essere clonato anche in tutte le altre zone della città. Almeno per gli edifici pubblici e le fasce di cittadini deboli. Il progetto, in realtà, è la Comunità energetica, una opzione che in altre città hanno già portato avanti. L'obiettivo è diventare produttori e nello stesso tempo utilizzatori di elettricità in modo da contenere i costi dell'energia.

I partner

Per ora siamo alla fase iniziale in cui si comincia a mettere sulla carta il piano. C'è subito da dire che i due partner che daranno il calcio di inizio sono il Comune e la Fiera Spa. Il perché è presto spiegato: per attivare la Comunità energetica serve spazio perchè è necessario realizzare un parco fotovoltaico oppure avere una superfice notevole di tetto per sistemare i pannelli solari. La scelta, quindi, è ricaduta sulla Fiera perchè oltre ad avere già un impianto fotovoltaico sui capannoni ha diversi metri quadrati per piazzarci altri pannelli.

L'obiettivo

Dove arrivare lo spiega direttamente l'assessore Cristina Amirante che si è caricata sulle spalle anche questa iniziativa come se quello che sta portando avanti fosse poco. «Ovviamente lo scopo è produrre e consumare l'energia avendo prezzi bassi. L'obiettivo è cancella la bolletta. Come? Una volta realizzato l'impianto fotovoltaico ci si collega a una centralina e si distribuisce l'energia. Con la comunità che vogliamo realizzare per ora i partner saranno il Comune e la Fiera, ma una volta avviato il progetto potranno associarsi anche altri soggetti, pubblici e privati che potranno produrre, utilizzare e vendere energia».

«Una volta che l'impianto è pronto - va avanti l'assessore - l'energia prodotta verrà utilizzata per gli eventi della fiera che non sono costanti altrimenti non sarebbe sufficiente e per dare energia agli uffici della Spa di viale Treviso. Per quanto riguarda noi la strategia è quella di essere autosufficienti con la scuola di via Vesalio, la palestra adiacente, la sede dell'associazione San Gregorio che è di nostra società e l'illuminazione pubblica. Un bel passo avanti e anche un bel vantaggio».

Tempi e costi

Ovviamente un impianto fotovoltaico di quelle dimensioni oltre allo spazio ha bisogno anche di un cantiere non da poco. Come dire che i costi non sono irrisori, anche se i vantaggi, viste le bollette che stanno arrivando, non mancheranno certo. In ogni caso l'investimento è di 500 mila euro. Anche i tempi non saranno brevissimo. Se da un lato, infatti, allestire i pannelli sui tetti dei capannoni, realizzare l'impianto e sistemare gli accumulatori porterà via quattro, cinque mesi, il vero problema è attendere i tempi del collegamento con la rete elettrica generale. Ci vogliono anche sei mesi».

«Stiamo parlando di attivazione dell'impianto verso la fine (la speranza è comunque prima ndr.) del 2023. Una volta avviato - spiega Cristina Amirante - il risparmio sarà immediato. Il costo dell'energia, infatti, scenderà dai 60 centesimi al kilowattora attuali a 5. Una bella differenza». fatto il primo passo l'assessore guarda già lontano. «La Comunità energetica non ha un numero chiuso di partner. Tutti possono partecipare. In un secondo tempo, infatti, potranno entrare anche il Policlinico San Giorgio, altre strutture private e singole famiglie. Si allargherà la rete, la potenza con altri impianti e per quanto riguarda il Comune punteremo alla copertura elettrica delle case popolari e alla fasce sociali più deboli di residenti. Le Comunità energetiche possono svilupparsi in tutti i quartieri». Il dado è tratto.

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