Ubriaco al volante, caporalmaggiore tenta la fuga: sospeso dal servizio dopo l'arresto

Mercoledì 16 Settembre 2020
Un caporalmaggiore dell'Esercito, in servizio a Pordenone in qualità di carrista, ha tentato di ottenere dal Tar del Fvg la sospensiva del decreto di sospensione dall'impiego. Il provvedimento è stato adottato perchè il 21 dicembre 2019, mentre si trovava nella regione d'origine, il militare era stato arrestato. Fermato dalla Polizia locale, ubriaco alla guida di un'auto priva di assicurazione e sottoposta a fermo amministrativo, aveva tentato di scappare. In quell'occasione usò violenza e minacciò gli agenti. Il Gip convalidò l'arresto e applicò al caporal maggiore (per i reati di lesioni personali aggravate e la mancata custodia dell'auto sottoposta a sequestro) la misura cautelare degli arresti domiciliari, revocata il 6 febbraio scorso.
Il ministero della Difesa lo ha sospeso dal servizio a partire dal giorno dell'arresto, emettendo in seguito alla scarcerazione un nuovo provvedimento proposto del comandante delle Forze Operative Nord. Secondo il Tar, l'amministrazione militare ha agito correttamente e la richiesta di sospensiva va pertanto rigettata. «È una valutazione che ci aspettavamo - ha commentato il difensore del militare, l'avvocato Enrico Tedeschi - Confidiamo di approfondire la vicenda quando verrà discussa nel merito». I giudici hanno sottolineato che la sospensione precauzionale può essere applicata nei confronti di un militare imputato per un reato da cui può derivare la perdita del grado. Nel caso del carrista la sospensione è stata adottata perchè secondo il ministero i fatti commessi «sono talmente gravi che potrebbero condurre, qualora irrevocabilmente confermati, alla perdita del grado per rimozione». I giudici hanno tenuto conto del fatto che il militare - come si legge nella sentenza - «risulta essere stato sottoposto a 10 procedimenti penali, dei quali sei ancora pendenti e uno archiviato di recente». Tra il 2013 e il 2018 aveva già avuto sospensioni disciplinari per un complessivi 17 mesi, sempre legate a condotte connesse con la guida in stato d'ebbrezza. È per questo che l'amministrazione militare ritiene che l'uomo possa «generare turbamento anche nel suo ambito professionale, con riflessi negativi» sulle Forze Armate dal punto di vista dell'immagine. Senza tralasciare che, a causa dell'abuso di alcolici, nel contesto lavorativo è esposto a possibili infortuni sul lavoto o «episodi disdicevoli, anche esterni, tali da costituire fonte di grave disservizio e imbarazzo».
  Ultimo aggiornamento: 14:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA