Sonia, dopo 30 anni di lavoro molla il posto statale e cambia vita

Venerdì 2 Settembre 2022 di Denis De Mauro
Sonia Ongaro
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CORDENONS - Lasciare il posto statale dopo quasi trent'anni di lavoro e cambiare completamente strada, mettersi in proprio, con tutte le incognite e le difficoltà che un mutamento di questo tipo può comportare. È la decisione, di sicuro tutt'altro che facile, di Sonia Ongaro, per quasi vent'anni apprezzata maestra della scuola dell'infanzia in viale Libertà a Torre e negli ultimi sei anni della Rodari di Cordenons. A inizio carriera, esperienze anche a Spilimbergo, un anno, e Sacile, due. Un passo, il suo, non facile, ma che sempre più spesso si trovano a prendere in molti, dopo aver passato i 35-40 anni, qualcuno alla soglia dei 50, alla ricerca di un lavoro che non serva solo a riempire la pancia, ma che nutra anche testa e cuore.

Cambio vita

«Quando ho raccontato a mia madre quello che intendevo fare, lei ha subito sottolineato il rischio economico, la perdita della certezza dello stipendio, ma io le ho risposto chiedendole se preferisse una figlia con la busta paga assicurata o felice. Mi ha appoggiato».
Già, lo stipendio fisso, o, per dirla in altra maniera, la sicurezza economica. Eppure Sonia mette in conto anche la possibilità di guadagnare meno, pur di poter fare qualcosa che le piaccia e le riempia la vita professionale. Lei che senza dubbio aveva scelto di lavorare per i bambini per passione, laureatasi con 110 e lode, nel 2005, in Scienza dell'educazione. Tanto impegno che la portarono perfino a vincere, insieme alla sua classe di bambini, la medaglia del Presidente della Repubblica assegnata dopo un concorso internazionale.


Le dimissioni


Sempre più spesso, ma chissà poi ancora per quanto, il posto fisso è un pensiero che appartiene alle generazioni passate. I 30enni, i 40enni di oggi aspirano alla realizzazione personale. Sonia, ad esempio, diventerà operatrice olistica, ma terrà anche corsi di yoga per i bambini: «Nel settembre del 2021 ho preso un anno di aspettativa, mi sono chiarita le idee e ho studiato, mi sono preparata affrontando tutti i corsi che dovevo. Adesso il grande passo: mi sono licenziata e ho aperto una mia partita Iva». Una libera professione che le consentirà comunque di non sentire la mancanza dei bambini: «In più, potrò aiutare concretamente quei ragazzi che incappano in momenti difficili. Ve ne sono sempre di più purtroppo».

Ricerca della felicità


Se per la maggioranza di coloro che decidono di cambiare vita il motivo principale è la ricerca di una nuova e più concreta felicità, spesso vi sono anche altre motivazioni. Magari delle delusioni: «Per fare bene il proprio compito con bambini di tre anni ci vuole una grande energia e il compito si stava facendo sempre più gravoso. Inoltre, i piccoli hanno diritto a vedersi seguire da persone che possono dare loro ciò che serve e che meritano». Non c'è solo la stanchezza fisica, dietro la decisione di Sonia, che non nasconde difficoltà a ritrovarsi in un'organizzazione del lavoro che sempre più spesso le chiedeva d'impegnarsi nella burocrazia e in tutte quelle cose che non sono la pura didattica: «Alla fine ti ritrovi che sei impegnata quasi h24, ma non per fare quello che avevi scelto come tuo mestiere». Da qui la decisione di cambiare vita, pienamente appoggiata dalla famiglia e dai genitori. Sonia ha un marito e due splendide figlie ormai grandicelle. La sua passione per il nuovo percorso è scaturita anche da esperienze famigliari e, non ultimo, dai pensieri nati in seguito alla pandemia.
 

Ultimo aggiornamento: 3 Settembre, 10:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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