Pordenone. Siccità e maxi bollette fanno chiudere 30 aziende agricole

Coldiretti ha avviato una battaglia contro il cibo sintetico e per difendere l'agricoltura made in Italy

Domenica 27 Novembre 2022 di Loris Del Frate
Agricoltura in crisi in provincia di Pordenone

PORDENONE - Difendere il reddito delle imprese agricole, dire no al cibo sintetico e soprattutto fare in modo che lavorare in agricoltura non diventi sempre più complicato. Del resto con l'anno estremamente duro che c'è stato, in regione almeno una trentina di aziende agricole sono saltate. Non hanno retto l'urto e hanno chiuso i battenti. Non bastava la siccità che durante l'estate ha creato disastri provocando danni per circa 280 milioni di euro alle colture, ci si è messo pure il rincaro dei fertilizzanti, di tutte le materie prime e infine del gasolio da trazione. Insomma, una situazione delicata. Fortunatamente - almeno in provincia di Pordenone - c'è una bella schiera di giovani che porta avanti l'impresa dei genitori con nuovi sistemi, metodi tecnologicamente avanzati e investimenti.

Agricoltura in difficoltà

«Diciamo che è stata una stagione difficile sotto diversi aspetti - spiega Matteo Zolin, presidente Coldiretti Pordenone - perchè ci sono state tante problematiche che si sono accavallate, non ultima quella delle maxi bollette. Per quanto riguarda il bilancio della stazione passata è forse ancora troppo presto per tirare le somme, ma possiamo già dire che praticamente tutte le aziende si ritroveranno con un conto economico non certo brillante». Per usare un eufemismo.

Questi sono dunque i temi di fondo che Coldiretti Pordenone porterà oggi, domenica 27 novembre, a Maron di Brugnera, in occasione della settantaduesima giornata provinciale del Ringraziamento. Toccherà al presidente fare il punto della situazione e cercare di rilanciare un settore che sta soffrendo. «Il bilancio dell'annata agraria - rileva lo stesso Zolin - quest'anno si incentrerà oltre che sui tempi già accennati, anche e sulla difesa dell'agricoltura made in Italy fortemente minacciata dall'aumento dei costi e da chi vorrebbe sostituire la dieta mediterranea con i cibi fatti in laboratorio. Stiamo ottenendo - ricorda il presidente di Coldiretti Pordenone - un'ampia adesione alla nostra petizione per dire no al cibo sintetico. Una larga base di cittadini e consumatori - prosegue - hanno firmato contro chi vorrebbe omologare il cibo, soprattutto quello di qualità prodotto nel nostro Paese. A queste firme - continua il presidente - se ne aggiungono altre di rappresentati istituzionali come il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, ma pure di tanti sindaci e amministratori locali che saranno presenti con noi oggi alla Festra del Ringraziamento».

La battaglia contro il cibo sintetico

Una delle battaglie che Coldiretti regionale, insieme con le sedi provinciali è quella contro il cibo sintetico. «Il cibo sintetico - spiegano dall'associazione - è prodotto in un bioreattore da cellule impazzite, è dannoso per l'ambiente, inquina e consuma più energia, è rischioso per la salute umana e limita la libertà dei consumatori, omologando le scelte sul cibo. Non solo: favorisce gli interessi di pochi che vogliono monopolizzare l'offerta di cibo nel mondo. Il cibo naturale, invece, è frutto del lavoro delle persone, dove la tecnologia è usata bene con l'innovazione, a sostegno della biodiversità, valorizza le risorse naturali e le produzioni del territorio, unisce gusto, salute, identità e storia».

Tutto gira intorno ai soldi. «Le multinazionali - commenta Zolin - con i colossi della finanza, vogliono cancellare tutto questo riducendo il cibo a semplice merce di scambio e strumento di speculazioni. Noi, con la petizione e la raccolta di firme per dire no a cibo sintetico stiamo lavorando per difendere tutti: imprese agricole, cittadini e consumatori, chi vuole il cibo sintetico - conclude - lavora solo per sé stesso». 

Ultimo aggiornamento: 19:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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