Baruffa tra azienda sanitaria e sindacati sui premi agli "angeli" del Covid

Venerdì 25 Giugno 2021 di Davide Lisetto
Baruffa sui premi per glingeli del Covid

PORDENONE - Stavolta i soldi per pagare gli straordinari al personale sanitario che ha lavorato di più nell’emergenza Covid ci sono. Ma non c’è l’accordo su come redistribuirli. E dunque - in attesa che la direzione dell’Azienda sanitaria Friuli occidentale e le organizzazioni sindacali si ritrovino al tavolo - gli “eroi” del Covid (infermieri, Oss e tecnici, mentre i medici hanno altri contratti) sono costretti ad aspettare per essere pagati. La proposta che l’Asfo ha portato al tavolo punta a pagare gli straordinari del 2020 a tutti gli addetti che hanno lavorato in orario aggiunto durante la pandemia, successivamente si potrà valutare una premialità per gli operatori che hanno prestato servizio nei reparti Covid. Criterio che il sindacato respinge: vanno prima premiati coloro che hanno lavorato in prima linea, poi si pagano gli straordinari a tutti.

LA DIREZIONE
La direzione dell’Asfo ha recuperato quasi un milione di euro: 600 mila da redistribuire ai dipendenti per effetto dell’avanzo di bilancio, altri 300 mila recuperato dall’anno precedente. «Ci sono queste risorse - ha detto il direttore generale Joseph Polimeni - e dunque per la prima volta negli ultimi anni l’Azienda intende pagare tutti gli straordinari del personale del comparto svolti nel difficilissimo anno 2020. La nostra proposta è di premiare prioritariamente coloro che hanno contribuito a garantire i servizi essenziali e assistenziali durante l’emergenza pandemica. Addetti ai quali sono stati chiesti maggiori sforzi e prestazioni rispetto all’attività ordinaria. Poi - aggiunge il direttore - in presenza di disponibilità finanziaria residua saranno premiati anche coloro che hanno contribuito in prima linea ad affrontare l’emergenza sanitaria prestando la propria attività nei reparti Covid ancorché in assenza di attività straordinaria. Pagare prima tutte le ore in più fatte ci pareva un criterio equo e di buon senso. Ma il confronto purtroppo non ha avuto esito positivo in quanto il criterio non ha incontrato la condivisione di parte del sindacato e delle Rsu aziendali che hanno affermato una contrarietà alla proposta». Dunque, rottura del tavolo e rinvio al 13 luglio. «Auspichiamo - ha aggiunto Polimeni - che in questo tempo il sindacato possa valutare attentamente la proposta in modo da addivenire a un accordo per il pagamento degli straordinari di un anno che è stato davvero faticoso e difficile per il personale. Tra l’altro sarebbe la prima volta, almeno negli ultimi anni, che vengono pagati tutti gli straordinari del personale di comparto».

IL SINDACATO
Il sindacato degli operatori non ci sta e capovolge il criterio di redistribuzione. «La priorità va data - viene sottolineato - secondo alcuni criteri di indennità e a prescindere dallo straordinario prestato agli addetti che hanno lavorato nell’emergenza Covid, in particolare da settembre a dicembre 2020, nei reparti Covid e in prima linea sia negli ospedali che nella sanità territoriale. Sono quei lavoratori che hanno dovuto fare fronte a una situazione pesantissima e impegnativa rischiando anche molto, soprattutto quando il tasso dei contagiati tra gli operatori era altissimo. Poi è giusto sanare lo straordinario di tutto il personale sanitario. Non dimenticando, per altro, che lo straordinario è frutto di mancate assunzioni e quindi di politiche non adeguate della direzione». In particolare Cgil, Uil e la Rsu aziendale (la Cisl sarebbe più “aperturista” alla proposta Asfo) ribadiscono la non disponibilità a firmare alcun accordo se non viene prima premiato il personale delle “prime linee”. Accordo, invece, tra le parti su un percorso che porti, nei prossimi mesi, a stabilizzare il personale precario in possesso dei requisiti previsti dalla norma.

Ultimo aggiornamento: 12:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA