Aziende agricole al collasso: «Entro fine anno una su dieci chiuderà, sarà un crac alimentare»

Giovedì 8 Settembre 2022
Aziende agricole a rischio chiusura per i rincari
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PORDENONE - «Così non possiamo andare avanti e non ci possiamo permettere di aspettare. Rischiamo un crac alimentare, economico e occupazionale: una azienda su tre lavora in perdita e una su dieci è prossima alla chiusura. Bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate». Questa la prima dichiarazione del presidente della Coldiretti di Pordenone Matteo Zolin anche a seguito delle decine di telefonate che riceve ogni giorno da parte di imprenditori agricoli associati che ormai sono allo stremo. «Ci aspetta un autunno caldissimo -continua Zolin- sul fronte economico con la produzione agricola e alimentare che in Italia assorbe l'11 per cento dei consumi energetici industriali totali. «In agricoltura si registrano rincari dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio fino al +300% delle bollette. La siccità ha poi aggravato la situazione facendo schizzare i prezzi anche dei foraggi». Coldiretti spiega come nel sistema agricolo i consumi diretti di energia includono i combustibili per trattori, serre e i trasporti mentre tra i consumi indiretti ci sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali per trasformazioni o confezionamento.

Altri dati riguardano il comparto alimentare che richiede ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed elettricità, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro. Aumenti che riguardano l'intera filiera del cibo con costi indiretti che evidenzia Coldiretti- vanno dal vetro rincarato di oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, al tetrapack con un incremento del 15%, dal +35% delle etichette al +45% per il cartone, dal +60% costi per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% per la plastica. «Per questo -afferma Zolin, riprendendo anche l'allarme del presidente nazionale Ettore Prandini- abbiamo presentato a tutte le forze politiche un piano in cinque punti per garantire la sopravvivenza delle imprese agricole, investire per ridurre la dipendenza alimentare dall'estero e assicurare a imprese e cittadini la possibilità di produrre e consumare prodotti alimentari al giusto prezzo». Infine un auspicio: «Non possiamo perdere nei prossimi cinque anni -spiega il presidente- 35 miliardi di fondi europei previsti per l'agricoltura italiana oltre la necessità di attuare al più presto le misure previste dal Pnrr. Occorre invertire la tendenza conclude Zolin- e lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni».

    
 

Ultimo aggiornamento: 17:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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