Avanzo milionario di bilancio all'Asfo. Medici all'attacco: «Rischiamo che diventi un boomerang»

Lunedì 21 Giugno 2021 di Alessandra Betto
L'ospedale Santa Maria degli Angeli a Pordenone

PORDENONE - Un avanzo di bilancio di quasi 10 milioni di euro a fronte della più grave emergenza sanitaria del secolo e la preoccupazione che i prossimi finanziamenti siano livellati sulla base del risultato contabile positivo. La cordata intersindacale della dirigenza medica composta dalle sigle Aaroi, Anao, Anpo, Cimo, Cgil, Uil, Cisl, Fvm esprime precise perplessità in merito al bilancio 2020 dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale (Asfo).


LE CRITICITÀ
«Preso atto delle spiegazioni fornite dalla Direzione sulle motivazioni che hanno portato a questo avanzo – precisano i rappresentanti della cordata sindacale – ci domandiamo perché, essendo facilmente prevedibile che si sarebbe arrivati a un attivo, nel corso del 2020, non si sia proceduto a una politica di acquisizione di risorse, anzi si sia proceduto nella direzione opposta. D’altra parte se l’attivo sembra riferibile alla sola Azienda pordenonese, la spiegazione fornita che si sia verificato per la riduzione di attività, contrazione ovviamente verificatesi in tutte le aziende, conseguente alla pandemia, è difficile da sostenere. Ricordiamo che nel giugno 2020 tutte le organizzazioni sindacali di Asfo, per la prima volta in regione, si erano trovate costrette a uno sciopero generale, segnalando la politica di assoluta chiusura sulle assunzioni; anzi, in alcuni casi di licenziamento del personale». Insomma, tra emergenze, proteste, mole infinita di lavoro, contratti non rinnovati e carenza di personale, un anno fa sarebbe stato da folli pensare che l’anno si sarebbe chiuso per la Asfo con un avanzo di bilancio di tale portata.


LA VERIFICA
E invece è andata così, almeno a Pordenone: «Se dovesse essere confermata l’asimmetria di bilanci tra le varie aziende regionali – continuano – forse sarebbe opportuno chiedersi come mai, visto che la pandemia ha colpito tutti in maniera analoga, Asfo abbia chiuso in così forte attivo. La risposta fornita relativa al calo di attività non può spiegare in maniera corretta quanto attivato nel corso del 2020 e forse sarebbe necessario un confronto con numeri reali tra la politica di assunzioni, anche pesante, messa in atto dalle altre 2 aziende regionali nel 2020 e quanto verificatosi a Pordenone, dove solo parzialmente e tardivamente si è deciso di procedere con le assunzioni. Crediamo - è la richiesta avanzata dai rappresentanti sindacali - che una seria verifica di confronto tra i bilanci delle aziende regionali sia dovuta agli operatori e ai cittadini e potrebbe sgombrare il campo da qualsiasi polemica dove emergesse, come speriamo, con chiarezza che in ambito regionale non si sono verificate asimmetrie sul personale e sulle tecnologie».


IL FUTURO
Ma è il futuro a preoccupare ancora di più: «Abbiamo letto - conclude la cordata dei firmatari - dell’impegno assunto dalla Direzione di mantenere all’interno dell’Azienda l’attivo verificatosi, ma temiamo rischi di ulteriori penalizzazioni per il 2021. È vincolante, per poter mantenere un livello adeguato di assistenza per i nostri cittadini, che i finanziamenti 2021 debbano essere mantenuti ai livelli precedenti e non attribuiti sul bilancio presentato, come talora verificatosi nel passato con aziende in rosso rifinanziate e Pordenone con bilancio in contrazione».

Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 09:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA