Davide, il 21enne che ha trasformato il suo gioco in un lavoro: guida auto radiocomandate dalla vetta del mondo

Giovedì 15 Settembre 2022 di Denis De Mauro
Davide Ongaro

SACILE - In questi giorni Sacile si scopre sportiva e dagli ottimi risultati. Nella bacheca virtuale sacilese è arrivato perfino un titolo mondiale. È quello vinto lo scorso weekend da Davide Ongaro nel buggy off road con la sua #RC8B4. Capito nulla? Comprensibile. Davide, 21 anni e una faccia di bravo ragazzo che ne sa però una più del diavolo in tema di motori, guida un'auto radiocomandata sulle piste di mezzo mondo. Ad Alicante, in Spagna, si è laureato campione del mondo per la seconda volta, conferma riuscita solo a un altro pilota finora, anche lui italiano, Maurizio Monesi.
Se pensate si stia parlando di modellini, vi sbagliate di grosso. In scala 1:8, questi mini bolidi che partono da un costo minimo di 600-700 euro, sullo sterrato riescono a raggiungere i 70 chilometri orari e toccano i 120 su asfalto. Portarli con successo tra dossi e curve in terra battuta necessita di riflessi e abilità tutt'altro che comuni.

GLI ESORDI
Davide li guida da quando aveva cinque anni: «Al primo mondiale avevo 13 anni, poi l'ho vinto nel 2018 in Australia, dopo che due anni prima a Los Angeles mi ero piazzato sesto». Il titolo iridato si assegna ogni due anni: nel 2020 non si era disputato a causa del Covid e, se il primo titolo aveva visto la collaborazione di un meccanico genovese, questo secondo è al 100 per cento della famiglia Ongaro.
Davide ha infatti ereditato la passione dal papà Mauro, che oggi gli fa da meccanico: «Da ragazzo ho fatto anche tutta la trafila del calcio, iniziando col Cavolano e poi arrivando fino agli esordienti: mi piaceva, ma poi capitava ci fossero le partite e le gare motoristiche entrambi la domenica e ho dovuto scegliere».

I GUADAGNI
Scelta azzeccata. Oggi Davide fa il pilota di modelli radioguidati di mestiere e guadagna anche piuttosto bene: «Sponsorizzazioni, un vero e proprio stipendio mensile, i premi gara: non è il calcio, ma non mi lamento». Diciamo sopra i 40mila annui e sotto i 60mila, dipende dalle vittorie, ma certo il talento premia.
Le spese non mancano, beninteso: la macchina radiocomandata che guida costa intorno ai settemila euro e solo da qualche tempo è spesato per le trasferte. Vinto il campionato italiano, in quello in corso è primo a una gara dal termine, vinti due mondiali, Davide ha l'unico cruccio di non aver mai portato a casa il titolo europeo, ma ha tempo e una carriera ancora lunga davanti: «Credo di poter continuare a pilotare fino ai 34, 35 anni, oltre non lo vedo probabile».

L'ONGARORING
Il futuro sembrerebbe essere però già segnato. In un ex vigneto dei nonni, in via Ongaresca, vicino strada Camolli, in mezzo alla campagna, padre e figlio hanno allestito l'Ongaroring, nome che ricalca piuttosto da vicino quello del quasi omonimo circuito magiaro di Formula uno. Qui si organizzano gare, Davide e altri piloti si allenano. Una struttura che sta crescendo bene e che in occasione delle gare più importanti ha perfino le tribune: «L'8 e il 9 ottobre ci correremo il Trofeo Ong Product, la gara di casa. Forse sarà nostro ospite il campione di motocross Mattia Guadagnini».
Pochi lo sanno, ma ci sono perfino campioni di motociclismo e Formula uno che hanno iniziato con i modelli radiocomandati. Due nomi su tutti: Louis Hamilton e Valentino Rossi: «Vale ha una pista per gli automodelli sul terreno di casa sua, ci sono stato a correre. Lui è molto competitivo». Tra i due, però, ha prevalso il sacilese: «Se gareggiavamo in moto, avrebbe vinto lui» - dice sorridendo. E ora? «Adesso per una quindicina di giorni direi stop. Ho bisogno di rilassarmi, il mondiale è stato faticoso». Poi si ricomincia: l'8 e il 9 ottobre: andate a vedere i mini bolidi a nitro metano che sfrecciano sullo sterrato: lo spettacolo è assicurato.

 

Ultimo aggiornamento: 16 Settembre, 11:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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