La manipolazione non produsse lesioni, posturologo assolto

Giovedì 6 Ottobre 2022 di Cristina Antonutti
Posturologo assolto (foto di repertorio)

PORDENONE - Era andata da un posturologo perché aveva un dolore persistente al viso in seguito a un intervento odontoiatrico. La visita si è conclusa con una denuncia per lesioni e tentata truffa. Al processo non è stato dimostrato con certezza che la lombalgia fosse dovuta al trattamento manipolativo e ieri Ferdinando Pivetta, 58 anni, di Fontanafredda, è stato assolto dal giudice monocratico Alberto Rossi perché il fatto non sussiste.

IL DOLORE

La vicenda risale al 10 giugno 2016. La paziente era stata visitata nello studio di analisi biomeccanica che Pivetta, in possesso di una laurea in scienze motorie e di un certificato di qualifica professionale per istruttore in ergonomia rilasciato da un istituto bulgaro, gestisce in via delle Grazie a Pordenone. La donna era stata valutata, successivamente le erano state riscontrate alcune anomalie fisiche. Secondo la denuncia, il posturologo, senza preavvertirla delle problematiche riscontrate, l'avrebbe fatta stendere su una panca e, con l'aiuto di altre due persone che non sono state identificate, le aveva fatto delle manipolazioni, durante le quali la paziente aveva sentito un «crac». La donna lamentava un trauma distrattivo dorso lombare con prognosi di 40 giorni, per il quale aveva dovuto smettere di giocare a calcetto e interrompere la pratica forense. Aveva anche accusato il posturologo di aver tentato di truffarla facendole sottoscrivere un contratto per un plantare ergonomico - per il quale aveva preso le impronte - del valore di 3.130 euro. Il plantare avrebbe dovuto aiutarla a superare la patologia di cui soffriva.

LA SENTENZA
Nel corso del processo, celebrato con rito abbreviato e condizionato a una relazione medico legale depositata dall'avvocato Serena Giliberti, il giudice ha nominato un consulente tecnico, individuato in Giovanni Del Ben. Il consulente non ha individuato un nesso causale tra le lesioni e la manovra del posturologo. «Non vi è alcun esame strumentale - ha sostenuto la difesa - che evidenzi la distorsione e il certificato medico prodotto è stato fatto con 40 giorni di ritardo». La parte offesa si era costituita parte civile con l'avvocato Cristina Dolfi e chiedeva un risarcimento.

Ultimo aggiornamento: 11:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA