Sei mesi con "Spino", il cammino parallelo del videomaker Renato Pugina

Lunedì 25 Ottobre 2021 di Valentina Silvestrini
Andrea Spinelli

CLAUT - Per diversi mesi, nonostante la neve o il lockdown, il videomaker Renato Pugina si è accostato silenziosamente ad Andrea Spinelli. Ha respirato con lui l'aria delle montagne pordenonesi. Ha indossato le sue scarpe, pur non riuscendo a tenere il passo della trentina di chilometri che quotidianamente Andrea percorre. Ne è nato un film documentario, prodotto dalla Tv Svizzera Italiana (Rsi), che trasmetterà Sempre in cammino, nel 2023, all'interno del programma Storie. 


IL CAMINANTE

La storia è quella di Andrea Spinelli, il caminante che, con le sue decine di migliaia di chilometri, ha raggiunto il nono anno di sopravvivenza con un tumore molto aggressivo al pancreas. La sua storia è straordinaria, perché rompe ogni regola scientifica e ogni previsione statistica. Viene qui narrata in cinquanta minuti di documentario che Spinelli ha potuto vedere in anteprima (il trailer si può vedere su www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/14794596). 


CORSA CONTRO IL DESTINO

«Mi sono commosso, era inevitabile. In fin dei conti devo iniziare a contare e ho iniziato da quel 18 ottobre del 2013, quando ho dovuto ascoltare lo sparo di inizio, quando tutti pensavano già alla fine», ha raccontato Spinelli. «Tra il novembre 2020 e l'aprile di quest'anno, Renato mi ha accompagnato in più occasioni, spesso da solo, talvolta con un altro operatore», riferisce Andrea. «Mi hanno seguito in ogni momento della mia giornata. Nelle camminate hanno usato un drone; io scherzavo e dicevo che il paziente ero io, eppure non riuscivano a starmi dietro», sorride Andrea, Spino per gli amici. «Abbiamo avuto l'autorizzazione, dal Cro e dall'Azienda sanitaria, per entrare al Cro di Aviano e all'Ospedale di Pordenone, che ringrazio profondamente per la collaborazione. Sono stato ripreso durante le visite e i controlli, durante le Tac, e le Ecrp (colangio-pancreatografia endoscopica retrograda) con il primario Piero Brosolo e il gastroenterologo Gianmarco Artico. Hanno vissuto con me, hanno ripreso la mia apprensione prima durante e dopo le Tac, il dolore che si imprime sui miei occhi. E, cosa di cui sono molto contento, hanno intervistato il mio oncologo, Giovanni Lo Re, che ha spiegato cosa significasse quella Tac e ha parlato dello studio scientifico che mi riguarda. I dolori sono sempre più forti, il tumore è stazionario, è di una potenza allucinante, tenta continuamente di aggredire altri organi e di approdare al quarto stadio, lo vediamo nelle Tac che rilevano infiammazioni che poi spariscono. Si è preso qualche margine di vantaggio, ma provo a tenerlo a bada». 


A STRETTO CONTATTO

Pugina ha anche affittato un camper «per poter vivere veramente come me, ora che ho la residenza a Claut. Durante il lockdown ero lì, quindi gran parte delle immagini raccontano le nostre meravigliose montagne, compresa la nevicata incredibile dell'inverno scorso. In questo documentario non c'è solo il cammino, né solo la malattia. Ci sono la mia vita, le mie giornate, e le persone che condividono con me questa tempesta».

Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 10:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA