Elezioni Veneto. «Lorenzoni non può reggere»: salta l'unico confronto tv con Zaia

Giovedì 17 Settembre 2020 di Alda Vanzan
Elezioni Veneto. «Lorenzoni non può reggere»: salta l'unico confronto tv con Zaia

Nove candidati alla presidenza della Regione del Veneto, ma chi li ha mai visti tutti assieme parlarsi, confrontarsi, accusarsi? Questa stranissima campagna elettorale, caratterizzata sin dall'inizio dall'emergenza sanitaria del coronavirus, si concluderà senza manco un dibattito a nove voci. Sulla scheda gli elettori troveranno i nomi di Luca Zaia, Arturo Lorenzoni, Enrico Cappelletti, Daniela Sbrollini, Antonio Guadagnini, Paolo Benvegnù, Patrizia Bartelle, Simonetta Rubinato, Paolo Girotto. Magari gli elettori avranno avuto modo di ascoltarli singolarmente, ma tutti assieme no.

E l'unica occasione in calendario, il confronto al Tg3 Veneto venerdì, prima del silenzio che precede l'apertura delle urne, è saltato. Motivo: il governatore uscente Luca Zaia per partecipare ai confronti ha posto come condizione la presenza di tutti i candidati, in primis il principale competitor e cioè il portabandiera del centrosinistra Arturo Lorenzoni. Il quale, però, ha contratto il Covid, è stato ricoverato e ora che è stato dimesso i medici gli hanno sconsigliato lunghi dibattiti, al massimo 2-3 minuti, anche se in collegamento da casa. In Rai avevano chiesto alla commissione di Vigilanza dei servizi radiotelevisivi se era possibile un confronto a 9 di cui 8 in studio e 1, appunto Lorenzoni, collegato via streaming. La vigilanza ha dato il via libera, ma ci hanno pensato i medici a sconsigliare l'evento. Ragion per cui venerdì in Rai Lorenzoni non ci sarà e Zaia, che si era detto disponibile a partecipare a patto che tutti fossero presenti, neppure.

GLI INSULTI
L'altro elemento di questa campagna elettorale sono i veleni, le cattiverie, gli insulti sessisti, addirittura le minacce di morte. Ieri è toccato alla senatrice vicentina di Italia Viva Daniela Sbrollini e al ministro dell'Agricoltura, Teresa Bellanova: «Insulti alla persona, alla donna e alla politica espliciti e razzisti, che lasciano senza parole». Sbrollini ha detto che appena postato il video del tour elettorale dell'altro giorno con l'esponente del Governo sono comparse «da subito parole sessiste e con inviti alla morte, con epiteti espliciti che non lasciano spazio alle interpretazioni e che dobbiamo denunciare e portare all'attenzione perché chiunque sia il bersaglio, ancor più una donna, è aberrante e al limite della civiltà». «L'orrore che scrivono sulla mia pagina Facebook nei miei confronti e verso Teresa Bellanova - ha detto Sbrollini - è conseguenza di un clima di odio che qualcuno ha alimentato e che prende di mira soprattutto le donne coraggiose e autonome come la sottoscritta e come la Bellanova. Dico con gentilezza ai signori e alle signore che si firmano o che si nascondono dietro i profili fake: io, Teresa Bellanova e tutta la nostra squadra non abbiamo paura di voi. Noi andiamo avanti per aiutare il Veneto. E più ci insultate e minacciate e invitate a morire, come fate oggi sui social, più ci date forza».

LE SCRITTE
Minacce di morte erano state indirizzate anche al governatore uscente Luca Zaia: A morte Zaia la scritta con la vernice rossa sulla parete di una torretta da dove partono i cavi dell'alta tensione lungo la strada che da Istrana porta a Badoere, nel trevigiano.

Insulti razzisti sono stati invece diretti a Assia Belhadj, italo-algerina trentaseienne, candidata per le elezioni regionali nel collegio provinciale di Belluno nella lista Veneto che Vogliamo di Arturo Lorenzoni. «Non potete spegnere il mio sorriso - ha replicato la donna sulla propria pagina Facebook rispondendo con la canzone di Marco Mengoni Essere umani - perché il sorriso è un augurio di speranza e coltiva la bontà in questo mondo».

Ultimo aggiornamento: 11:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA