Covid, la cura con il plasma in Veneto: come funziona e i risultati

Lunedì 1 Giugno 2020 di Beatrice Mani
Covid, la cura con il plasma in Veneto: come funziona e i risultati

La dottoressa Giustina De Silvestro, responsabile del Centro trasfusionale dell’Azienda ospedaliera di Padova, riferisce i dati sulle cure sperimentali con il plasma praticate in Veneto su un campione di pazienti. La dottoressa ha parlato durante la conferenza stampa quotidiana del presidente del Veneto Luca Zaia nella sede della Protezione Civile di Marghera.
 

Coronavirus, la cura con il plasma

Il progetto è partito a Padova come idea poco dopo l'esplosione del Coronavirus, osservavamo quello che facevano i colleghi cinesi, non ci siamo inventati nulla - ha spiegato la dottoressa De Silvestro -. A inizio marzo abbiamo proposto il progetto e abbiamo avuto il via per la stesura del protocollo. L'allestimento di un protocollo sperimentale richiede tempo e la disposizione di laboratori in grado di eseguire i test che ci servivano. Siamo partiti da uno stadio zero. A inizio aprile abbiamo iniziato a raccogliere il plasma, man mano che i pazienti sono guariti. Abbiamo iniziato ad arruolare pazienti. Anche questo passaggio ha portato in là nel tempo il progetto. Sono stati 23 pazienti iniziali. Il paziente deve dare il consenso per la cura, in caso che il paziente sia incapace di prendere una decisione si accoglie il consenso o meno della famiglia. Sono stati trattati in terapia intensiva e in ventilazione assistita, pazienti mediamente più gravi di quelli curati a Pavia con la stessa sperimentazione. Dopo l'appello di Zaia abbiamo avuto molti donatori. La risorsa dei donatori non manca. 

Hanno già donato plasma in Veneto 200 pazienti
Abbiamo 481 unità terapeutiche e ne abbiamo trasfuse 101 unità. Il paziente che dona deve avere 18 anni. 
 

Cura con il plasma: i risultati

Un paziente è deceduto, aveva patologie pregresse, era già in terapia intensiva da molto tempo, abbiamo avuto 4 pazienti sottoposti a "cure compassionevoli", gli altri sono andati bene, sono tutti viventi, alcuni dimessi e altri in fase di riabilitazione. Tutti sono migliorati dopo la somministrazione di plasma ma nessuno è guarito dopo 24 ore. A Pavia sono stati trattati pazienti meno gravi e tutti molto precocemente, non sono confrontabili.
 

Covid, anticorpi neutralizzanti

Non tutti i donatori hanno la quantità di anticorpi neutralizzanti efficace per inibire il Coronavirus, deve essere superiore a 160. Dai test effettuati poco più del 50% ha un valore superiore a 80 e solo il 30% ha un valore superiore a 160. I pazienti che hanno avuto pochi sintomi hanno anche pochi anticorpi, noi comunque raccoglieremo anche le loro donazioni.

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La banca del plasma in Veneto
In caso di una seconda ondata verso l'autunno, noi stiamo cercando di creare una scorta di plasma efficace per le terapie.
 

Il Coronavirus tornerà in autunno?

La mia opinione personale è che qualche caso ci sarà, con quale intensità non so, dipende molto anche dai comportamenti dei cittadini. Mi aspetto che tutti noi impareremo a tenerci la mascherina in tasca, che con il raffreddore ci metteremo la mascherina e così anche per le ondate influenzali tradizionali. E' un Coronavirus, potrebbe andarsene come è venuto ma anche mettersi nel gruppo dei Coronavirus che danno infezioni periodiche. Pazienti immuni? Dobbiamo capire se in caso di un secondo contatto con il virus gli anticorpi nei pazienti guariti si riattiveranno e si riprodurranno o se la risposta immunitaria non sarà sufficiente.

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Il Covid è una normale influenza?

Il virus influenzale dura 8 mesi, noi abbiamo avuto un virus che è arrivato, con una invasività e trasmettibilità superiore a quello dell'influenza e che in un mese è esploso coprendo tutti i contagi che abbiamo in 8 mesi con la normale influenza. Dal mio punto di vista i due non sono paragonabili.

Sangue e plasma: che differenza c'è?
Il sangue ha una componente cellulare e una liquida, questa è il plasma. Quando raccogliamo il plasma significa che abbiamo tecnologie che separano sangue e plasma. Selezioniamo le singole componenti del plasma delle quali abbiamo bisogno.

Plasma in vendita alle industrie farmaceutiche?
Il plasma lo ricaviamo anche dalla sacca di sangue del donatore comune, il sangue viene separato nelle sue componenti, una parte di questo plasma viene usato per terapia clinica (chirurgia, trapianti, ecc). Che destino ha il plasma in eccesso? Lo diamo all'industria che dal plasma dei donatori ricava farmaci che poi ritornano all'ospedale, utilizzabili in moltissime altre malattie. Albumina, immunoglobuline, fattori della coaugulazione, dal plasma ricaviamo tutto questo e non possiamo farlo noi ma l'azienda farmaceutica. La Regione bandisce una gara, a livello Europeo, per assegnare il plasma, poi chiede quali prodotti ne vengono ricavati e quanto costa la lavorazione: la Regione ripaga questo, con il ritorno di prodotti farmaceutici indispensabili per i nostri ospedali, e non acquista sul mercato libero.

Il plasma riutilizzabile o no?
Il plasma recuperato adesso può essere usato solo su pazienti Covid, ma andremo a recuperare plasma utilizzabile per tutti, ha concluso la dottoressa De Silvestro.

Ultimo aggiornamento: 2 Giugno, 07:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA