Riparte il cantiere per la via Anelli del futuro: la ruspa "mangia" la terza palazzina

Domenica 31 Maggio 2020 di Nicoletta Cozza
L'OPERAZIONE La ruspa in azione per la demolizione della palazzina ex moschea di via Anelli

PADOVA - Prima supermercato. Poi moschea. E infine open windows, cioè un centro servizi comunale. Queste sono le varie funzioni che si sono alternate nel corso degli anni in quell'edificio, il più grande, e il più simbolico, dell'ex bronx padovano. Ed è stato per questo che ieri mattina alle 11, quando le fauci metalliche della benna hanno agganciato quasi con rabbia la lamiera del tetto dando il via alla demolizione, che per via Anelli è davvero, e definitivamente, finita un'epoca. Ad assistere al terzo, ma più significativo, abbattimento sono venuti in tanti. Residenti, comitati, consiglieri comunali, cittadini arrivati da altre zone e diverse persone che in passato si erano battute per far sì che l'area tornasse ad avere una dignità. E presto la riavrà, perché come ha confermato l'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Micalizzi, che con una diretta Facebook ha ha voluto immortalare minuto per minuto l'intervento della ruspa, ha assicurato che, i tempi verranno rispettati, e che le operazioni per radere al suolo l'ex complesso Serenissima ora proseguiranno più velocemente. Entro l'estate, quindi, la superficie sarà completamente libera. Pronta, quindi, per la realizzazione della nuova questura, uno dei punti di partenza del rilancio di tutto il comparto di Padova est.
L'INTERVENTO
Suggestivo è stato il momento in cui il braccio meccanico ha attaccato la palazzina rossa a ridosso della strada e che ospitava l'ex moschea. Il manovratore all'inizio ha colpito il punto situato a metà del tetto, facendo cadere al suolo prima le lamiere e poi le pietre, fino a creare una fessura, simile a una grande ferita, proprio nel cuore della parete. Una nuvola di polvere, attenuata in parte dal getto di acqua, ha accompagnato la demolizione, con le macerie che dall'alto, come se piovessero dal cielo, volavano sul piazzale dell'ex complesso, dove i calcinacci hanno formato una sorta di tappeto fatto di pietre e intonaci sminuzzati, proprio dove qualche anno fa stazionavano gli spacciatori che lì avevano collocato il loro quartier generale.
«Siamo a metà dell'opera - ha sottolineato Micalizzi - e stiamo rispettando le scadenze prefissate. Ieri sono state ultimate le operazioni di bonifica dall'amianto e oggi è iniziata la demolizione dell'edificio al civico 25, quello di dimensioni maggiori, cioè circa 8 mila metri cubi. E' il terzo che va giù: fra due settimane, infatti, anche di questo non ci sarà più traccia, come avvenuto per altri due. Quest'ultimo, però, ha una valenza diversa, proprio per il ruolo che ha avuto. Qui una volta venivano a fare la spesa gli studenti. Poi sono arrivati i musulmani a pregare. E infine il Comune aveva piazzato gli uffici per effettuare il censimento, appartamento per appartamento, finalizzato a svuotare l'ex bronx».
Micalizzi, poi ha ribadito quanto aveva esternato al momento dell'abbattimento della seconda palazzina: «Con l'arrivo della sede della Questura e del nuovo ospedale - ha detto - verrà rivalutata e rilanciata questa porzione di città. Il quadrante est vedrà incrementare i valori commerciali, dopo anni all'insegna della svalutazione degli immobili. In questo momento non vediamo soltanto una ruspa che spazza via una palazzina, bensì il proseguimento di un'azione di rigenerazione urbana avviata nell'autunno scorso quando erano cominciate le operazioni di abbattimento. E in questa fase post Covid abbiamo assolutamente bisogno di pensare al futuro in termini positivi». 
I TEMPI
L'edificio verde al civico 29 verrà bonificato entro il 16 giugno dall'amianto: la demolizione inizierà poi nelle due settimane successive. Al 30 giugno, invece, è fissata la data per effettuare la medesima operazione nel palazzo al numero 13. Medesimo copione pure per l'ultimo, al civico 15, da bonificare entro il 22 luglio e da abbattere poi nel giro di quindici giorni. A inizio autunno la tappa conclusiva, anche questa carica di simboli: stavolta le ruspe attaccheranno il muro anti spaccio passato alla storia, costruito nel 2006 dall'allora sindaco Flavio Zanonato, per contrastare i pusher che si passavano la droga tra via Anelli e via De Besi. 
Le demolizioni vengono a costare al Comune circa 800mila euro, ai quali vanno aggiunti i 500mila, non previsti inizialmente, per la bonifica dall'amianto che è stato rinvenuto negli appartamenti. L'acquisizione degli alloggi, invece, era costata a Palazzo Moroni un esborso complessivo di 5 milioni di euro. Alla fine verrà effettuato lo scambio con il Demanio, il quale acquisirà l'ex bronx dove costruirà la sede della Questura (sarà pronta in circa quattro anni) e darà al Comune la proprietà dell'ex caserma Prandina di Corso Milano.

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