Raid vandalico dei minorenni al cimitero: 60mila euro di danni "per passatempo"

Sabato 10 Aprile 2021 di Luisa Morbiato Marco Aldighieri
La sconvolgente scena dei vandalismi senza senso al cimitero dell'Arcella da parte del gruppetto di giovani del luogo
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PADOVA - Le accuse mosse dalla Procura al giovane romeno per la devastazione del cimitero dell’Arcella, sono pesantissime. Gabriel Banceanu, 18 anni, è stato iscritto nel registro degli indagati per danneggiamento aggravato, vilipendio di tombe e violazione di sepolcro. Quest’ultimo reato prevede una pena massima fino ai 5 anni di reclusione. Il tutto aggravato da motivi abbietti e futili, perchè avrebbe agito, in concorso con tre minorenni, per noia, passatempo e per ritorsione nei confronti del parroco della chiesa di Sant’Antonino.


LE INDAGINI


La prossima settimana il pubblico ministero Sergio Dini, titolare delle indagini, interrogherà il ragazzo. Il 18enne era già finito nei guai per un lancio di sassi da un cavalcavia. Il giovane insieme ai tre complici dello scempio al camposanto, ora indagati dalla Procura dei minori di Venezia, è solito frequentare alcune compagnie un po’ “turbolente”, sempre presenti in Prato della Valle e al Duomo. L’accusa ha contestato al romeno anche l’aggravante della ritorsione nei confronti dei parroco della chiesa di Sant’Antonino. Il sacerdote, nei periodi di chiusura a causa della pandemia, ha inibito ai giovani frequentatori della parrocchia i campi da gioco. A seguito di questa sua decisione avrebbe ricevuto al suo telefono cellulare una serie di minacce e di insulti blasfemi, spediti da uno smartphone non rintracciabile.


IN COMUNE


Serrato confronto intanto, ieri pomeriggio, durante la Commissione Consiliare, presieduta da Luigi Tarzia, centrata sui vandalismi compiuti al cimitero dell’Arcella i cui danni da un primo preventivo, come annuncia l’assessore Francesca Benciolini, ospite col collega Diego Bonavina, ammontano a circa 60 mila euro. Benciolini ha inoltre riportato quanto le è stato chiesto dal parroco di Sant’Antonino. «La Comunità per quanto toccata chiede di mantenere i toni bassi, auspica di ricostruire un dialogo con le famiglie mentre la giustizia farà il suo corso». Una frase contestata dai consiglieri d’opposizione. «Violare un luogo sacro è imperdonabile, capisco il parroco, ma nulla deve passare in sordina, occorre una sanzione commisurata al gesto - dice Vanda Pellizzari - sembra che i giovani non siano nuovi a queste azioni, non devono restare impuniti, va dato il buon esempio e non quello cattivo». Vera Sodero associandosi chiede lumi sulla parte economica sottolineando come a pagare non devono essere i padovani. Duro l’attacco di Alain Luciani all’assessore Bonavina sia sul primo post dell’assessore stesso dove affermava che i 4 ragazzi erano italiani ma, soprattutto, sulla funzione delle telecamere che considera «Inutili se non dotate di alert che indichi una intrusione e se queste ne sono dotate ancor più grave il mancato tempestivo intervento». «Esiste il sistema di alert, ma viene verificato 2 volte al giorno considerata la vastità del sistema» spiega il Comandante della Polizia Locale Lorenzo Fontolan. «Sottolineo che discutere di pena non è nostra competenza, per quanto riguarda il mio post ho ricevuto un’Ansa sul mio telefono e ho ritenuto di informare subito i cittadini - spiega Bonavina - solo in seguito mi sono accorto fosse una fake news, non una vera Ansa». Concordi i rappresentanti della maggioranza, tra i quali Stefano Ferro, Stefania Moschetti e sulle azioni dell’amministrazione: si deve intervenire sul disagio sociale.

 

Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 10:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA