Vaccini, il caso delle lettere: esplode la protesta dei sindaci

Domenica 14 Febbraio 2021
Vaccini, il caso delle lettere: esplode la protesta dei sindaci

PADOVA La campagna delle vaccinazioni di massa anti Covid inizia domani in Fiera e coinvolge circa 6mila persone nate nel 1941. Ma alla vigilia è già scoppiato il caos delle convocazioni, con tanti ottantenni che ancora non hanno ricevuto la lettera e quindi non sanno come regolarsi, anche se l'Ulss ha fatto sapere che gli inviti sono stati spediti a scaglioni man mano che arrivava la disponibilità delle dosi. I disguidi, però, in certi casi sono incomprensibili: per esempio, indirizzi sbagliati e a Cartura c'è una coppia di coniugi coetanei, ma a uno solo è stato recapitato l'invito. Sul banco degli imputati sono finite le Poste, ritenute responsabili dei ritardi. Numerosi sindaci si sono mobilitati per fare chiarezza, mentre altri si sono lamentati perchè la possibilità di farsi somministrare la fiala della Pfizer non sia offerta sull'intero territorio, bensì soltanto in sei Centri, cioè in Fiera, dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 18, e poi in cinque siti del territorio: all'ospedale di Monselice (lunedì e mercoledì), al chiostro degli Zoccoli di Este (martedì e giovedì), ai palasport di Piove di Sacco (mercoledì), a Cittadella (lunedì e mercoledì) e a Loreggia (martedì e giovedì).


I DETTAGLI

Sulla questione a cercare di fugare in parte i dubbi è arrivata una nota dell'Ulss 6 in cui si precisa: «I nati nel 1941, oggetto della prima fase della campagna vaccinale anti Covid-19 in partenza domani, si dovranno presentare secondo le indicazioni contenute nella lettera di invito e la programmazione è reperibile anche sul sito aziendale. Da parte dei cittadini non è possibile un accesso in forma autonoma ai punti vaccinali in quanto la campagna è organizzata solo su chiamata. Le dosi di vaccino hanno una gestione impegnativa perché vanno preparate in anticipo, in quanto i flaconcini devono essere scongelati e, da questi, vengono predisposte le singole fiale: l'accesso dei riceventi, pertanto, non può essere incontrollato. Il Dipartimento di Prevenzione ricorda che gli inviti sono stati mandati non a tutti i nati 1941 in un'unica soluzione, ma a blocchi, di settimana in settimana, perché la pianificazione viene fatta in base alla certezza di avere le dosi di vaccino disponibili, sia per la prima iniezione che per la seconda. Le modalità organizzative della Campagna e di chiamata della popolazione sono state illustrate anche nel corso della Conferenza dei Sindaci».


Poste Italiane, dal canto suo, ha assicurato categoricamente che non ci sono ritardi nel recapito delle lettere e che negli uffici non ci sono giacenze: ergo ha respinto al mittente di avere responsabilità nel caos delle convocazioni.
Il Comune, intanto, ha messo gratuitamente a disposizione dei cittadini che domani andranno a vaccinarsi nei padiglioni di via Tommaso i parcheggi attigui alla Fiera e, qualora se ne presentasse la necessità, potrebbe istituire una navetta dalla Stazione, o, in certi casi particolari, predisporre addirittura un servizio su chiamata a domicilio. 


IN PROVINCIA

Sui disguidi, intanto, è intervenuto il consigliere regionale Arturo Lorenzoni, portavoce dell'opposizione. «Venerdì - ha osservato - il sindaco di Cartura, Pasqualina Franzolin, ha comunicato sui social che molti cittadini del 1941 non avevano ricevuto la convocazione e li aveva invitati a presentarsi comunque domani a Monselice, o a telefonare al numero 800032973. Al netto di imprevisti e ritardi delle Poste nel recapito delle missive, serve un'organizzazione meticolosa di ogni step per non incorrere in disfunzioni disorganizzati che rischiano di mandare a monte tutto il piano. Gli inconvenienti, come le lettere con l'indirizzo sbagliato del centro vaccinale di Piove, finiscono per creare confusione e disorientamento nelle persone, soprattutto quelle fragili».
E la stessa Franzolin ha spiegato: «Venerdì il sindaco di Monselice ci ha comunicato che, a causa di ritardi postali, molti non avevano ancora ricevuto la convocazione per la prima tornata di vaccinazioni in programma da domani. Il nostro è un paese piccolo, dove le relazioni sono immediate, per cui ho telefonato a una conoscente ottantenne: lei aveva avuto la lettera, ma il marito coetaneo no. Li ho invitati ad andare insieme a vaccinarsi». Da Conselve le fa eco la prima cittadina Alberta Boccardo: «Quella di ieri è stata una giornata intensa, alla ricerca di coloro che sarebbero stati convocati, ma non hanno ricevuto la lettera, pensiamo di contattarli personalmente oggi, sulla base delle indicazioni dell'Ulss 6».


Intanto a Montegrotto amministrazione e volontari si sono messi a disposizione degli anziani che stanno ricevendo la convocazione in Fiera: per accompagnarli saranno utilizzati i pullmini comunali e, nel caso di un alto numero di richieste, verrà contattata anche una ditta esterna. «Molti cittadini ci hanno però domandato come mai non sia stato allestito un punto vaccini anche sul versante Padova Ovest-Colli», ha osservato il sindaco Riccardo Mortandello. «Comprendiamo la scelta di concentrare questa prima fase, con un numero ridotto di pazienti, in sei punti della Provincia ha detto poi l'assessore al Sociale Elisabetta Roetta -. Ma auspichiamo che per le successive, estese a tutta la popolazione, sia possibile individuarne uno anche per le Terme e i Colli». 


Nicoletta Cozza
(Hanno collaborato Nicola Benvenuti e Eugenio Garzotto)

Ultimo aggiornamento: 13:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA