Sono oltre diciottomila i cinquantenni ancora senza vaccino. Bene il trend della terza dose

Venerdì 14 Gennaio 2022 di Mauro Giacon
Ancora numerosi coloro che rifiutano il vaccino
1

PADOVA - Fra i non vaccinati la sensazione è che ormai si sia arrivati allo zoccolo duro della classe d’età più numerosa ma anche più delicata per le conseguenze di un’eventuale malattia. I cinquantenni che mancano all’appello sono oltre 18mila. La percentuale di vaccinati è alta, 87 per cento. Ma difficilmente al ritmo di 74 nuove dosi al giorno si riuscirà a raggiungere tutta la platea, quella che rischia di più di entrare in terapia intensiva per intenderci.

PRIMA DOSE
Lo dicono i numeri dell’Ulss 6. Dal 30 dicembre al 12 gennaio, meno di mille cinquantenni si sono avvicinati alla prima dose. E questo dopo il battage governativo che consentirà loro dall’1 di febbraio di poter andare senza il vaccino solo al supermercato e in edicola. La corsa non c’è stata, tutt’altro. Ed è questo il dato più sorprendente. Insieme a quello dei giovani. Dai 12 ai 29 anni l’avvicinamento alla prima dose arranca. Non a caso la classe dei giovanissimi è quella che ha la percentuale più bassa di vaccinati. Note positive dai bambini 5-11 anni che dal primo di gennaio si sono vaccinati in 5.660. Siamo al 22 per cento anche se in questi giorni con l’inizio dell’anno scolastico le vaccinazioni sono diminuite.

TERZA DOSE
È andata molto meglio per chi si è già fidelizzato con il virus. Il totale delle dosi rafforzate in questo inizio d’anno è stato di oltre 95mila, un balzo enorme. In questo ambito anche i cinquantenni hanno fatto la loro parte con oltre 20mila che hanno terminato il ciclo. C’è una buona notizia anche sulla percentuale degli “eleggibili” cioè coloro che potrebbero fare la terza dose dopo i cinque o i quattro mesi (dal 10 gennaio). La percentuale di copertura è del 73 per cento.

SCOPERTI
Dicevamo dello zoccolo duro. La percentuale media è del 15 per cento. Certo ci sono ancora i bambini per la maggior parte ma per il resto la classe più scoperta è quella dei quarantenni. Fra loro e i cinquantenni ci sono oltre 44 mila persone senza vaccino.

IL DRAMMA
Però certe cose è meglio saperle. Nelle terapie intensive dell’ospedale di Padova ieri c’erano 31 ricoverati, età media 58 anni. Fra di loro 27 non vaccinati, gli altri 4 con anche altre patologie. Il primario della rianimazione centrale è il dottor Ivo Tiberio, uno che lotta tutto il giorno per salvare vite. «I cinquantenni sono la forma più ideologizzata della volontà di non vaccinarsi. Ormai si condizionano a vicenda e agiscono in gruppi chiusi - dice Tiberio - Alcuni di quelli che ho visto condizionano anche i figli. Ma l’80 per cento di quelli che arrivano qui sono dai 40 ai 70 anni, non vaccinati. Sono di più perchè più è alta l’età più aumenta il rischio, anche se è vero che abbiamo avuto dei trentenni. Ma i giovani di solito hanno nell’età un fattore protettivo. Eppure guardi, sta aumentando proprio nei giovani il numero di coloro che arrivano in pronto soccorso e li portano direttamente in terapia intensiva. Perchè di solito stanno male da una settimana e nel momento in cui li vediamo hanno due terzi dei polmoni danneggiati».

LA DEGENZA
«Ecco, io vorrei che qualche cinquantenne non vaccinato venisse a farci visita, come ospite naturalmente, per vedere come si sta una settimana, due settimane o un mese, in reparto. Per vedere che cosa subiscono i corpi, quando la sola cosa a cui si pensa è trovare un modo per respirare. E devo dire grazie a tutto il personale. Siamo riusciti a convincere tutti a farsi intubare finora. Nessuno si è lasciato morire. Sarebbe stato terribile. Facciamo un discorso semplice: in quel modo ha l’85 per cento di probabilità di uscirne vivo, nell’altro il 90 per cento di morire. Ma nessun senso di colpevolezza può essere usato, sarebbe sbagliato».

 

Ultimo aggiornamento: 07:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA