Tumori infilzati e bruciati a 150 gradi a Padova

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Tumori «infilzati e bruciati» a 150 gradi, paziente guarisce da due neoplasie a Padova
PADOVA - Un 80enne padovano, giudicato inguaribile, è stato sottoposto con successo a Monselice (Padova) a un intervento per l'asportazione di due tumori a fegato e rene mediante termoablazione con microonde ecoguidata per via percutanea, ossia un ago che attraversa la pelle fino alla zona malata, uccidendo le cellule tumorali con il calore. All'anziano nella primavera scorsa era stato riscontrato un nodulo sospetto di 28 mm nella cupola epatica, sotto al diaframma; Tac ed ecografia avevano poi rilevato la presenza sul rene sinistro di una seconda neoplasia di 20 mm.

Soffriva inoltre di una seria malattia cardiaca che sconsigliava un intervento di chirurgia 'classicò. Alla luce di tutto questo, l'équipe dell'Unità operativa semplice di Epatologia dell'Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice, diretta da Mauro Mazzucco, in seno all'Unità operativa complessa di Medicina guidata da Lucia Leone, ha proposto l'intervento di termoablazione, che è stato eseguito in sedazione profonda con respiro spontaneo, ed è durato circa 20 minuti. Il controllo con ecografia eseguito a 24 ore ha dimostrato la completa eliminazione dei tumori e il paziente è stato dimesso. Le microonde - le stesse del forno di casa - raggiungono i 140-150 gradi; l'alta temperatura provoca la denaturazione delle proteine intracellulari malate, la dissoluzione della membrana e la morte della cellula. Il tumore viene così disidratato e muore. Dal 1999, i medici dell'Unità operativa semplice di Epatologia di Monselice hanno eseguito circa 1.300 interventi di questo tipo su fegato, rene, polmone, osso, tiroide, in specifiche condizioni cliniche, che a livello europeo registrano l' efficacia della tecnica del 98.5%. 
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Mercoledì 10 Luglio 2019, 14:42






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3 di 3 commenti presenti
2019-07-10 16:49:56
Monselice con Este uguale Schiavonia.Ottimo saperlo e farlo sapere per chi invece cerca ospedali lontani o griffati o pubblicizzati sul web e dal passaparola.None'che se riorganizzano il Sant'Antonio spostano personale e rinforzano Schiavonia? Visto che l'apettativa di vita aumenta, almeno non si innalza solo la soglia dell'eta' di pensionamento ma anche la dottrina e pratica medica.A qualche mente ragioneristica potrebbe dare fastidio, prima si esce dalle spese meglio e'per il bilancio di Stato ed Enti previdenziali. Anziani arzilli ben curati in grado di aiutare i figli giovani col baby sittering ai nipotini, buttali via!..Amzi se mantengono memoria e metodo e conoscenze danno una mano anche fino alla maturita', all'universita'e quasi quasi son meglio dei docenti.
2019-07-11 18:31:15
Lasci stare il sant’Antonio! è un ospedale che funziona benissimo ed è molto più vivibile del civile. Non scherziamo nemmeno!
2019-07-12 19:11:00
Per forza, all' universitario almeno metà dei pazienti vengono da fuori provincia, anzi spesso da fuori regione