Decine di preti truffati col miraggio di false eredità: chi ci casca e bonifica 6500 euro, chi no. Due 50enni a processo

Martedì 12 Aprile 2022 di Marco Aldighieri
Preti truffati con il miraggio di false eredità

CADONEGHE - In tutta Italia, dall'ottobre del 2011 alla primavera del 2013, avrebbero a più riprese truffato e tentato di truffare decine di parroci. In particolare i tre avrebbero agito tra Ravenna, Bologna, Ferrara, Forlì, Rovigo e anche nella provincia padovana. A Padova, davanti al giudice del Tribunale monocratico, sono comparsi solo in due: Fabio Bui di 51 anni e Felice Fusco di 50 anni. Entrambi sono accusati di truffa, tentata truffa e sostituzione di persona.
Le indagini sono state condotte dalla Procura di Ravenna, poi uno stralcio è stato passato a Padova ed è finito in mano al pubblico ministero Benedetto Roberti.

GLI EPISODI CONTESTATI
A maggio del 2013 i due, secondo l'accusa, si sono messi in contatto con un prete di una parrocchia di un comune della cintura urbana. Al religioso avrebbero prospettato la possibilità di ricevere donazioni fino a 100 mila euro, da un parrocchiano appena defunto. Per avviare l'operazione il don avrebbe dovuto contattare al telefono cellulare il sedicente avvocato Diozzi e poi effettuare tre vaglia online del valore complessivo di 6.500 euro. E il parroco è caduto nell'inganno.

Non invece don Sandro di Cadoneghe. I due, sempre nel maggio del 2013, hanno tentato di fare credere al prete la possibilità di ricevere una donazione di 40 mila euro da parte di una parrocchiana defunta. Anche in questo caso gli avrebbero detto di contattare al telefono il legale Diozzi e poi di versare due vaglia online da 2.500 e 1.500 euro.
«Ho subito subodorato che c'era qualcosa di anomalo - ha dichiarato don Sandro - e così ho contatto la Curia. L'ufficio legale mi ha messo in guardia, informandomi di altre truffe ai danni dei preti e ho presentato denuncia. Tutto qui». E infatti i due non sono riusciti a portare a buon fine la loro truffa e sono scattate le indagini dei carabinieri. Al Tribunale di Padova è finito anche un tentativo di truffa ai danni di un prete di Argenta in provincia di Ferrara.

PROCURA DI RAVENNA
Ai due con l'aiuto di un complice la procura di Ravenna aveva contestato, sempre in provincia di Padova e sempre mettendo in atto lo stesso meccanismo, di avere raggirato altri due parroci della Bassa Padovana. Mentre avrebbero tentato, sempre nella primavera del 2013, di truffare due preti del Polesine: uno di Rovigo e uno di Ficarolo. Tra le loro vittime ci sarebbe stato anche un noto cardinale, il prelato ora scomparso nel lontano 2011 sarebbe stato raggirato di 37 mila euro.

Ultimo aggiornamento: 10:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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