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Tram, ricorso al Tar sul bando del Sir 3 Stazione-Voltabarozzo

Sabato 21 Maggio 2022 di Mauro Giacon
Il sindaco Giordani, fautore della terza linea

PADOVA - Non c’è grande opera senza il suo ricorso. E il comandamento sarà rispettato. Nei giorni scorsi i secondi classificati alla gara per la realizzazione del Sir 3 Stazione-Voltabarozzo hanno mandato una lettera ad Aps holding, stazione appaltante dell’opera, che suona come un ultimatum: se non annullate l’assegnazione noi andremo al Tar. Ora, siccome Aps ha appena firmato il contratto con i vincitori non tornerà indietro. La lettera è partita da Rizzani De Eccher il grande Gruppo friulano, autore fra l’altro della linea attuale, la cui offerta è stata giudicata meno favorevole di quella del Consorzio stabile europeo, gruppo di aziende del veronese, in cordata con il gigante “Psc”.
 

IL PROCEDIMENTO
Tecnicamente Rizzani ha inviato una istanza, in autotutela, di annullamento del provvedimento di aggiudicazione dell’appalto affermando che la sua legittimità sarebbe inficiata da “plurime criticità emerse da un primo esame della documentazione”. Fra queste una riguarda i requisiti dichiarati in fase di offerta dal raggruppamento di imprese aggiudicatario. Ad esempio uno dei progettisti dell’Ati “Cse” risultava sospeso dall’iscrizione al proprio albo professionale dal 28 giugno 2021 al 23 marzo 2022 quando è stato reintegrato. Risulterebbe pertanto violato il principio della continuità del possesso di requisiti richiesti nel corso dell’intera procedura di gara: il che secondo Rizzani avrebbe dovuto indurre la stazione appaltante ad escludere l’Ati Cse dalla gara.
Secondo: il possesso del requisito dell’organico medio richiesto non sarebbe stato verificato tramite l’ acquisizione della documentazione elencata nel bando (contratto e una busta paga o dichiarazione Iva annuale per i consulenti), bensì solo da una semplice auto-dichiarazione dell’Ati Cse riguardante i propri progettisti e i relativi clienti, con evidente vizio di istruttoria.
È evidente che oltre a questi motivi di per sé non in grado di fermare un progetto ce ne sono altri che sono tenuti nascosti e che saranno evidenziati nel ricorso per il quale ci sono ancora pochi giorni di tempo. Ma il segnale è netto: Rizzani non mollerà. E lo ribadisce nella parte finale: “Per tutte le superiori ragioni si svolge pertanto istanza di annullamento, in autotutela, del provvedimento di aggiudicazione dell’appalto, rappresentando sin d’ora che, in difetto, la scrivente si riserva di adire l’Autorità Giudiziaria, con ogni conseguente richiesta, anche sotto il profilo risarcitorio”.
 

LE RISERVE
Siamo dunque solo al primo passo. Ad esempio non è stato evidenziato uno dei motivi che Rizzani aveva già indicato in una lettera precedente ovvero irregolarità contributive da parte di una delle ditte vincitrici, circostanza che l’aveva sospesa da tutti gli appalti. La ditta si era rivolta al Tar del Lazio che aveva disposto la cancellazione dell’annotazione dal casellario dell’Anac. E basandosi su questa sentenza Aps era andata avanti, contestata però sul fatto che la sentenza definitiva avverrà il 28 giugno. E sullo sfondo resta il dettaglio della mancanza della certificazione antimafia per alcune ditte anche se non è dipeso da Aps.

 

Ultimo aggiornamento: 12:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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