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Tram a Padova, Sir 3: firmato il contratto, lavori finiti a metà 2024

Lunedì 2 Maggio 2022 di Mauro Giacon
Tram a Padova, Sir 3: firmato il contratto, lavori finiti a metà 2024

PADOVA - La linea del tram Sir 3, Stazione-Voltabarozzo, è in marcia. Ieri Aps holding la società partecipata dal Comune che ha bandito la gara per la realizzazione ha firmato il contratto con le ditte vincitrici capitanate dal Consorzio stabile europeo che raggruppa alcune società edili del veronese. Da questo momento in pratica parte la progettazione esecutiva dell'opera che dovrà concludersi alla fine di luglio. Seguiranno le verifiche da parte di una società specializzata e infine l'approvazione di Aps e la partenza dei cantieri, si spera per l'autunno. Tempo 19 mesi e avremo la linea, cioè nell'estate del 2024, compreso il nuovo ponte accanto a quello di Voltabarozzo. Da subito potranno cominciare le indagini archeologiche e belliche.


I PROBLEMI


È stata un'operazione tormentata quella dell'assegnazione della gara. Sia perchè i secondi classificati capitanati da Rizzani De Eccher hanno fatto un accesso agli atti rilevando una incongruenza in una delle ditte. Sia perchè l'Anac nel corso dei controlli aveva segnalato alcune irregolarità. Tutto questo ha richiesto un supplemento d'indagine che ha poi portato a chiarimenti e superamenti delle osservazioni fino all'aggiudicazione definitiva. C'è da dire che si temeva un ricorso al Tar dopo la prima aggiudicazione del 9 marzo ma i 30 giorni dal ricevimento dei documenti richiesti nell'accesso agli atti (e arrivati il 28 marzo) sono passati senza iniziative legali. Che ora potrebbero essere presentate sul verbale di chiusura delle verifiche (altri 30 giorni dalla metà di aprile).
Per un'opera da 50 milioni di euro a base di gara aggiudicata per 47,3 con un ribasso del 6,17 per cento, con l'opzione del deposito della Guizza, per 5,1 milioni, tutto è possibile. Resta però il fatto che Aps giudica di aver agito secondo i canoni di legge. Anche il fatto che sei ditte non abbiano presentato il certificato antimafia per colpa del ritardo nella risposta della Banca nazionale è protetto dal decreto 76 del 2020 che consente di aggiudicare senza bloccare i cantieri. Logico che qualora arrivassero i documenti e qualche ditta risultasse non in regola, il contratto sarebbe stracciato e i lavori passerebbero al secondo classificato.


I VINCITORI


Capogruppo è il Consorzio stabile europeo, un team di aziende edili del veronese con un capitale sociale di 10 milioni di euro. Con loro la Ferruccio Ferrari srl di Rovereto specializzata in costruzioni e di cui è presidente Giacomo Baita, figlio di Piergiorgio Baita ex presidente della Mantovani spa (Mose). Del raggruppamento fa parte la Mermecste srl specializzata in sistemi di controllo del traffico ferroviario con sede a Monopoli. Poi Sitta srl,
Segnalstrade Veneta Scrl, Italiana Sistemi srl, Beozzo costruzioni srl, Italbeton spa unipersonale. Infine c'è Psc (mandante comprimario, serve a prestare al piccolo Cse le proprie qualità di fatturato e lavori svolti) fondata da Emidio Pesce nel dopoguerra in Basilicata. Oggi con un capitale sociale di 59.300.000 euro, fa impianti nel settore civile. L'azienda è controllata dalla famiglia Pesce attraverso la holding Psc Partecipazioni Spa, partecipata al 9,6% da Simest dal 2015 (del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti) e al 10% da Fincantieri dal 2018. Insomma lo stato.


FARINA E GIORDANI


Il presidente di Aps, Giuseppe Farina, esprime soddisfazione per il risultato: «Sono stati anni densi di approfondimenti e lavoro, rivolti a curare ciascuna fase con la massima attenzione nei confronti delle procedure e della normativa, in piena sinergia con l'amministrazione». Il sindaco aggiunge: «Quello di oggi è un passo decisivo verso una Padova più europea, sostenibile e facile da vivere, per tutti. I quasi 400 milioni per completare il sistema tranviario sono il più grosso investimento infrastrutturale pubblico a fondo perduto, probabilmente di sempre».
 

Ultimo aggiornamento: 3 Maggio, 11:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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