Test rapidi gratis al ristorante: «Così la cena è un momento sicuro»

Domenica 16 Gennaio 2022 di Cesare Arcolini
Test rapidi gratis al ristorante

NOVENTA PADOVANA - «Vogliamo tutelare i nostri clienti e allo stesso tempo contribuire alle spese supplementari a cui devono far fronte in questo periodo di emergenza». A parlare è il proprietario del ristorante da Marziano di Noventa, Manrico Sartori, che in questi giorni ha acquistato mille test rapidi da donare ai suoi clienti.
«Abbiamo comprato un set di mille tamponi rapidi che mettiamo a disposizione della clientela in modo che prima di entrare e cenare si possano controllare. Il tutto a tutela della loro e dell'altrui salute» aggiunge. L'investimento è importante, ma Sartori, che da tempo si batte per il settore della ristorazione, lo rifarebbe cento volte: «Un buon imprenditore deve saper investire per poi ricevere. In questo momento storico la priorità è salvare la pelle e allo stesso tempo non far morire il mondo della ristorazione. Fornire alla clientela un servizio così penso sia il minimo che si possa fare prosegue Non tutti hanno denaro da spendere per un tampone prima di andare a cena o a pranzo fuori, noi dobbiamo fare un ulteriore sforzo ed essere vicini alla nostra gente».

La proposta sta già sortendo risultati importanti e i consensi non mancano: «Chi viene a trovarci per mangiare o semplicemente per un aperitivo ci ringrazia per questo nostro sforzo. Il loro consenso è la nostra gioia. In questo momento nessuno deve rimanere indietro va avanti Sartori Il ristoratore, che dietro ha una famiglia da sfamare e decine di dipendenti a cui garantire uno stipendio, deve essere messo nelle condizioni di non abbassare la saracinesca. La popolazione, nel pieno rispetto delle restrizioni, ha il diritto di viversi la propria vita, di uscire di casa, di trascorrere anche momenti di spensieratezza davanti a una buona cena o semplicemente trascorrendo un'ora con amici. Una volta che capiremo tutti questo concetto, sarà più semplice fare fronte comune e crescere tutti insieme».
Di qui Sartori ha voluto lanciare un assist ai suoi colleghi: «È vero, fare un investimento da mille tamponi rapidi implica uno sforzo economico importante di partenza, ma credo che alla fine facendo il proprio lavoro con onestà e trattando i clienti come una sola grande famiglia, i risultati torneranno con gli interessi. Spero che altri ristoratori prendano la mia idea e la facciano propria. Non possiamo chiudere in casa la gente, dobbiamo invitarla ad uscire nel massimo della sicurezza».
Il titolare, storico responsabile anche della birreria Dakota di Vigonza e del ristorante Brace e Fantasia di Fiesso d'Artico, ha riavvolto il nastro ricordando i drammi del lockdown dello scorso anno: «A fronte di minimi ristori, siamo stati costretti a dar fondo a tutti i nostri risparmi per salvare la baracca, per non abbandonare i nostri dipendenti e per avere un margine per poi ripartire. La macchina della ristorazione muove migliaia di persone, compresi i fornitori. Se si fermano gli ingranaggi, decine di famiglie non hanno più soldi per sfamare i propri figli. Ebbene, tutto questo non deve più accadere. Dovremo essere bravi e coscienziosi tutti per ripartire e vedere finalmente la luce».
 

Ultimo aggiornamento: 13:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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