Assalto alle Terme, per il ponte dell'Immacolata prenotazioni all'85% degli hotel con 40mila arrivi

Mercoledì 16 Novembre 2022 di Eugenio Garzotto
TERME - Per il ponte dell'Immacolata c'è già l85% dei posti prenotati
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ABANO -  Si avvicina il lungo ponte festivo dell’8 dicembre e gli albergatori del bacino termale euganeo tirano un sospiro di sollievo. Le prenotazioni arrivate fino ad ora fanno prospettare un livello medio di riempimento degli hotel superiore all’85 per cento con una stima al momento di circa 40 mila presenze.

Un numero che nei prossimi giorni potrebbe crescere. Le buone notizie però si fermano qui. «Il periodo di permanenza continua infatti a contrarsi – sottolinea con amarezza il presidente di Federalberghi Terme Emanuele Boaretto, titolare dell’hotel Millepini di Montegrotto -. Non si va oramai oltre i tre giorni di vacanza; in alcuni casi, addirittura, non si superano una o due notti. La crisi economica continua a mordere, nonostante arrivino notizie di un graduale abbassamento dei costi dell’energia che tanto ci hanno penalizzato. Per quanto riguarda il periodo delle festività di Natale e Capodanno, comincia a giungere qualche prenotazione, ma è ancora troppo presto per avere in mano dati certi. Insomma, il nostro futuro è costantemente ipotecato, reso incerto, specialmente a causa dei molti costi impropri che ci troviamo continuamente a sostenere». Una criticità che è riassunta da un’espressione ben precisa: turismo mordi-e-fuggi. 


LA CLIENTELA
Lo conferma Marco Maggia, vicepresidente nazionale di Federterme, l’altra associazione di categoria. «Avremo una clientela giovane, con poca capacità di spesa e presente per tempi brevissimi. Non è ovviamente quello di cui ha bisogno il settore del turismo termale per riaccendere a pieno i motori. Il livello di occupazione degli hotel che registreremo per il ponte dell’Immacolata – prosegue l’imprenditore, titolare dell’hotel Ermitage Bel Air – era già stato raggiunto nei fine settimana e nei ponti festivi precedenti e ha superato quello degli anni precedenti alla pandemia. Ma è il solo dato positivo. Questo tipo di turismo non accede alle cure termali, che rappresentano il cuore della nostra offerta». 
Maggia indica tre fattori che potrebbero ribaltare il quadro generale attuale se venissero adeguatamente presi in considerazione, nell’ottica di una strategia che vada oltre i pochi giorni delle festività. «Tanto per cominciare, da anni registriamo un costante e progressivo invecchiamento della popolazione; di conseguenza, lo spostamento del potere di acquisto a favore delle fasce di età oltre i 65 anni; infine, l’aumento delle richieste di trattamenti specialistici legati alla salute in generale, ma anche alla cura di nuove patologie come, ad esempio, la sindrome Long-Covid. Altrettanti volani per una piena ripresa del comparto, ma a cui non si dedica sufficiente attenzione – sottolinea -. Quando proprio questo tipo di clientela contribuirebbe a stabilizzare il mercato e di conseguenza i nostri livelli occupazionali». 


LA RICERCA
Una riflessione, infine, Maggia la riserva alla ricerca sulle Terme condotta dalla società Eumetra del professor Renato Mannheimer, e commissionata da Federalberghi Terme, presentata alcuni giorni fa. Un’analisi dalla quale emerge un turista-tipo giovane, in cerca di relax, ma con una capacità di spesa limitata, oltretutto critico verso prezzi giudicati troppo alti e poche occasioni di intrattenimento. «E’ un ritratto che mi trova totalmente d’accordo. Ma mi chiedo: è di questo che abbiamo bisogno? Il relax e lo svago possono essere trovati dappertutto; i benefici che arrivano dalle cure termali, invece, solo nelle nostre località. E soprattutto – conclude con una punta di polemica -, c’era bisogno di commissionare un sondaggio al professor Mannheimer? Quello che dice la sua ricerca noi lo tocchiamo con mano tutti i giorni». 

Ultimo aggiornamento: 07:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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