Alberghi, crollo delle presenze turistiche: alle Terme persi 360 milioni

Sabato 22 Gennaio 2022 di Eugenio Garzotto
Alberghi, crollo delle presenze turistiche: alle Terme persi 360 milioni

ABANO/MONTEGROTTO - Sospendere, o almeno rimodulare, sia l'Imposta unica comunale che l'Imu; procedere a un ricalcolo della Tari in base al servizio di asporto e pulizia effettivamente reso; ottimizzare gli investimenti dell'imposta di soggiorno. Sono queste le misure indifferibili, a parere del presidente di Federalberghi di Abano e Montegrotto, Emanuele Boaretto, per far ripartire il settore messo in ginocchio dalla pandemia. E lancia quindi un appello in questo senso ai sindaci di Abano, Montegrotto, Battaglia, Galzignano e Teolo, auspicando l'apertura di un tavolo di confronto dedicato alle problematiche dell'intero comprensorio termale e collinare.


I NUMERI

«I dati conclusivi dell'anno turistico 2021 hanno registrato per la seconda stagione consecutiva una forte riduzione delle presenze, causate dalla crisi pandemica esordisce Boaretto Se il 2020 si era chiuso con 1.120.962 presenze nel bacino termale, segnando una perdita del 65,48% rispetto al dato del 2019 di 3.247.292, il 2021 è terminato con circa due milioni di presenze. Anche se puntualizza si tratta al momento di una stima, poiché il sistema statistico regionale per ora registra un 1.638.435 presenze al 31 ottobre scorso, segnando una riduzione di circa il 38,5%. Insomma, in ventiquattro mesi si sono perse più presenze di quelle che soggiornavano alle Terme Euganee in un anno normale, visto che la sommatoria di quanto perso nel 2020 e nel 2021, pari a circa 3,4 milioni, supera il dato del 2019».
Tirando le somme, le imprese alberghiere hanno registrato un ammanco di circa 360 milioni di euro di ricavi, pari a un fatturato annuale.


I PROBLEMI

«Purtroppo in corrispondenza della diminuzione degli utili non abbiamo assistito, quantomeno in modo confrontabile con le perdite, a una riduzione dei costi. I consumi riferiti alle utenze hanno continuato a correre senza alcun tipo di calmiere, registrando inimmaginabili aumenti dei costi» aggiunge Boaretto. In cima alla lista, forniture e materie prime in impennata e impossibili da programmare, a causa della grande difficoltà incontrata nel prevedere i flussi turistici. «I costi per il personale, che rappresentano il 35-40% del totale, sono stati solo in parte compensati dagli ammortizzatori sociali straordinari sottolinea il presidente Per non parlare della pressione fiscale locale. Molte strutture ricettive non hanno potuto utilizzare la cancellazione dell'Imu, poiché avevano doppie società di proprietà e gestione e non rientravano nei parametri. La Tari è stata indicativamente ridotta del 12%, ma non per tutti i periodi di flessione della domanda e non in modo proporzionale rispetto alla mancata produzione di rifiuto. Gli abbassamenti dei costi collegati alle imposte per pubblicità e occupazione del suolo pubblico hanno mitigato solo in parte gli effetti di un'imposizione fiscale superiore alla capacità di generare reddito da parte delle aziende».
Infine, la stagione turistica 2022 di fatto è ancora ferma al palo per la recrudescenza del virus. Il timore degli albergatori è che qualche mese di lavoro estivo non potrà compensare non solo le enormi perdite riscontrate nel passato, ma nemmeno il forte aumento dei costi di gestione di quest'anno. Da qui la richiesta di attivare con urgenza il tavolo di confronto per trovare soluzioni immediate.

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