Passeggia con il cane all'alba, scopre il ladro pronto alla nuova spaccata in via Manin

Domenica 20 Settembre 2020 di Marina Lucchin
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PADOVA - Tarik Titwani, accusato di essere l’autore della rapina in via Emanuele Filiberto e di almeno 4 spaccate, è in cella. Ma “fuori gioco” un balordo che si improvvisa ladro, facendo più danni che bottino, ne compare un altro: tentata spaccata ieri mattina alle 7.30 in via Manin, ai danni del negozio Lion Cinture di Gianni e Aureliano Bossan. E l’aspirante ladro, con numerosi precedenti sia per reati contro il patrimonio che inerenti gli stupefacenti, è stato bloccato dai poliziotti e denunciato per tentato furto: è un tunisino di 47 anni. A incastrarlo, una passante che stava portando a fare la passeggiatina mattiniera al suo cagnolino che ha assistito alla scena. 
IL FATTO
Ieri mattina, poco prima delle 7.30, una donna che stava portando a spasso il suo cane ha visto un uomo che tentava di forzare la vetrina del negozio di via Manin, sulla sinistra andando verso piazza delle Erbe, appena fuori dal porticato, che inizia dal civico successivo. La signora, che proveniva proprio dalla piazza, ha avuto il tempo di nascondersi dietro alla colonna del portico e di vedere la scena, per poi chiamare il 113 appena capito che cosa stava facendo lo straniero che tentava in tutti i modi di forzare la porta e la vetrina della boutique. In una manciata di minuti la Volante è arrivata e ha trovato l’uomo, corrispondente alla descrizione della testimone, che ormai si allontanava verso il monte di Pietà. Quando il tunisino ha visto l’auto della polizia ha tentato di liberarsi del piede di porco. Era però passata la flagranza e per questo gli agenti, che l’hanno poi accompagnato in questura per l’identificazione, non hanno potuto fare altro che indagarlo a piede libero per tentato furto. 
L’ESCALATION
Si tratterebbe del primo episodio - l’ottavo da inizio mese - dopo l’arresto del 38enne marocchino Tarik Titwani, ritenuto responsabile della violenta rapina di via Emanuele Filiberto ai danni di un sessantenne, ricoverato in ospedale per un paio di giorni, e di almeno quattro delle prime sette 
Eppure Titwani - che ora è in cella - non si sarebbe dovuto nemmeno trovare a Padova: era già stato espulso dal prefetto di Brescia. Ed era stato pure già arrestato in città a febbraio. Tanto che, visto che aveva il decreto di espulsione che gli pendeva sul capo, la polizia aveva cercato di mandarlo in un centro di identificazione ed espulsione, l’anticamera del rimpatrio. Non c’era, però, alcun posto libero per lui nelle varie strutture e così non si è potuto fare altro che rimetterlo in libertà. Questo perchè si dà la precedenza nei Cpr ai soggetti pericolosi, e lui non era ritenuto tale. Almeno fino a pochi giorni fa quando ha cominciato la sua escalation criminale culminata con l’aggressione all’ufficiale sessantenne Andrea Fiorin.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 21 Settembre, 07:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA