Verdetti Michelin: a Venezia brillano tre nuove Stelle, Le Calandre spiccano ancora tra i fuoriclasse

Mercoledì 24 Novembre 2021 di Claudio De Min
Lo staff del Local nuova stella Michelin veneziana
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PADOVA - Trentacinque nuove stelle (ma anche 14 che si spengono), conferma per gli 11 tre stelle, i ristoranti “che valgono il viaggio”, i fuoriclasse della cucina italiana, fra i quali, immancabili, Le Calandre di Massimiliano Alajmo a Rubano (Pd): la 67. edizione della celebre “Rossa”, croce e delizia, paradiso ed inferno di cuochi e ristoratori, porta così a 378 i ristoranti premiati: “I nostri Ispettori hanno osservato una sorprendente energia, perché nonostante tutte le difficoltà passate e le sfide ancora in corso, livello e standard qualitativi sono così elevati da registrare il più alto numero di ristoranti stellati mai raggiunto in Italia, e possiamo essere molto fiduciosi per il futuro, considerato il numero di giovani chef stellati di questa edizione”, ha detto Gwendal Poullennec, direttore internazionale della Guida.

RECORD
Nella classifica per regioni, la Lombardia resta al comando, ma è della Campania il record di novità (ben 8), scavalcando il Piemonte. Il Veneto (quinto), a fronte del totale di 36 stelle, è la seconda regione più premiata del 2022 grazie a 5 nuovi stellati. Nuove stelle sono arrivate a Malo (Vi) per il ristorante La Favellina di Federico Pettenuzzo e a Roverchiara (Vr) per il “4 Ciacole” di Francesco Baldissarutti.
Ma la città più dinamica (soprattutto nel bene ma in parte, hainoi, anche nel male) è Venezia che in un colpo solo vede accendersi tre nuove stelle e, al tempo stesso, ne perde due: lo storico Fiore, fino a ieri la più longeva stella della città, e il Ridotto. Sono comunque otto, in totale, fra vecchie e nuove, le stelle lagunari, probabilmente un record mondiale in rapporto ad un territorio limitato per estensione, e un’ulteriore conferma dell’ormai diffusa qualità dell’offerta gastronomica di una città che il luogo comune e il pregiudizio vogliono da sempre negata ai piaceri del palato e che invece, negli ultimi 15 anni, ha segnalato progressi straordinari.
Ai confermati Quadri, Oro del Cipriani, Venissa e Glam (che di stelle, dall’anno scorso ne ha addirittura 2) si sono aggiunti “Local”, in Salizzada dei Greci, “Zanze XVI”, in Fondamenta dei Tolentini, a due passi da Piazzale Roma e infine “Wisteria”, nei pressi di campo San Tomà, in Fondamenta del Forner. Ad accomunarli ci sono un mucchio di cose: un’anima tutta veneta e spesso quasi completamente veneziana, come nel caso di Local e Wisteria; la velocità con cui hanno raggiunto il successo (Local è aperto da sei anni, Zanze da quattro, Wisteria addirittura da poco più di due, oltretutto in piena pandemia); poi la giovane età degli chef: Matteo Tagliapietra (Local) a quota 44 è il più “anziano”, Simone Selva (Wisteria), goriziano di nascita, 24, il più giovane, mentre Stefano Vio (Zanze XVI) si colloca nel mezzo, a quota 33.
Veneziani sono i due soci di Wisteria, Massimiliano Rossetti e Andrea Martin; Al Local, venezianissima è Benedetta Fullin, anima dell’insegna, ma lo sono anche lo chef Tagliapietra ed il suo braccio destro Marco Vallaro, buranelli purosangue, e padovano è il maitre sommelier Manuel Trevisan (36); alla Zanze XVI veneziano di Meolo è Stefano Vio (chef), padovano Nicola Dinato (supervisore e coordinatore, una stella Michelin con il suo Feva a Castelfranco Veneto) e di Castelfranco è Nicola Possagnolo, il giovane imprenditore (33 anni) che ha pensato e voluto il progetto. E, in più, tutti questi piccoli-grandi maghi della cucina, sono tutti ragazzi che prima di approdare in Laguna per la consacrazione, avevano girato l’Europa e il mondo per imparare e inseguire un sogno.

STELLE VERDI
Veneto, fra l’altro, non solo buonissimo ma anche verdissimo, perché sono ben quattro, in regione, le nuove Stelle Verdi, quelle che premiano i cuochi che combattono gli sprechi alimentari e offrono piatti dal sapore unico, con materie prime freschissime e di stagione, sovente colte a pochi passi dai loro ristoranti: dal Gambrinus di Ponte di Piave (Tv) a Venissa nell’isola di Mazzorbo a Venezia, da La Cru di Romagnano (Vr) al Sanbrite di Cortina d’Ampezzo (Bl). Nessuna sorpresa, invece, come accennato, nei piani alti della guida per il Nordest: tutti confermati (vedi tabelle in questa stessa pagina) i tre e due stelle fra Veneto e Friuli Venezia Giulia, con Le Calandre a guidare il gruppo.
Con i soliti rimpianti di chi dovrà ritentare e di chi ha visto la stella svanire: di Venezia abbiamo già detto, ma fra chi esce dall’Olimpo, a Nordest, ci sono altre due vittime eccellenti: la Stua de Michil in alta Badia e La Taverna di Colloredo Monte Albano (Ud).
 

Ultimo aggiornamento: 16:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA