Solesino. Il sindaco Bentani e il vice Dargenio indagati per concussione

Giovedì 21 Gennaio 2021 di Marco Aldighieri
Il sindaco di Solesino Elvy Bentani

SOLESINO - La giunta Bentani è finita nel mirino della Procura polesana. Il primo cittadino e il suo vice sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di concussione. Mentre il capo della polizia locale e il padre del vice sindaco per calunnia. L’inchiesta è nata a seguito di almeno un paio di denunce, da parte di esponenti politici dall’ex entourage del primo cittadino. L’apice delle indagini si è consumato a novembre dell’anno scorso quando i carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Andrea Bigiarini, hanno effettuato una perquisizione in comune e al comando dei vigili urbani sequestrando i computer ai quattro indagati. 
I pc, dopo circa due mesi di indagini, nella giornata di sabato sono stati dissequestrati. La concussione è contestata al sindaco Elvy Bentani, 46 anni difeso dall’avvocato Giovanni Trombini del foro di Bologna, e al vice sindaco Orfeo Dargenio di 40 anni affiancato dal legale Lorenzo Rossi di Rovigo. Quindi il reato di calunnia è contestato al capo della polizia locale Cesare Basso di 63 anni e difeso dall’avvocato Francesco Zarbo di Rovigo, e al padre di Dargenio (anche lui un politico), Antonio di 78 anni pure lui difeso dal legale Lorenzo Rossi.
I RETROSCENA
Il Comune di Solesino, tra il 2019 e metà del 2020, è stato teatro di una serie di tensioni politiche sfociate in una serie di denunce. La polizia Locale è stata a lungo al centro delle cronache con l’avvicendamento del comandante: Maurizio Cavatton ha dovuto lasciare il proprio ruolo a Cesare Basso. I rapporti tra l’ex capo dei vigili urbani e l’amministrazione Bentani si sono deteriorati sempre più. E poi lo scontro è arrivato alle stelle, quando la maggioranza consiliare ha preso la decisione di fare decadere il consigliere di opposizione Sandro Bardozzo segretario della Lega Nord. Entrambi, Cavatton e Bardozzo, hanno presentato una serie di esposti contro il “sistema Bentani” e unificando le denunce, la procura di Rovigo ha aperto un fascicolo e avviato le indagini. 
MONTEGROTTO
Secondo l’accusa, sindaco e vice, avrebbero in più occasioni messo in piedi una serie di pressioni nei confronti dell’ex comandante della polizia locale. Quando era distaccato a Montegrotto, ancora per l’accusa, Bentani e Orfeo Dargenio lo avrebbero messo in difficoltà prospettandogli il rientro a Solesino ma da degradato. Non solo, avrebbe anche rischiato il licenziamento. Maurizio Cavatton da poco è andato in pensione. E poi, sempre per l’accusa, quelle pressione da parte di sindaco e vice, sul consigliere Bardozzo. L’esponente del Carroccio è stato accusato dai due di incompatibilità con il suo ruolo, perchè aveva svolto alcuni lavori per il Comune mentre già ricopriva la carica di consigliere. La vicenda, se pure indirettamente, aveva portato alla defenestrazione dell’assessore Luana Levis, “colpevole” di avere espresso parere contrario alla cacciata di Bardozzo dal consiglio.
LE MINACCE
Nel 2018 i tre principali indagati, Elvy Bentani, Orfeo Dargenio e Cesare Basso, sarebbero stati vittime di minacce. Tutti e tre avrebbero ricevuto una lettere con all’interno un proiettile. L’episodio risalirebbe al 10 agosto di tre anni fa quando al centro di smistamento di Poste Italiane a Monselice sarebbero state trovate le tre lettere con le pallottole. E poi Dargenio, nel mese di settembre sempre del 2018, un venerdì sera avrebbe trovato la sua auto, una Fiat 500X, danneggiata: carrozzeria rigata, svastiche e altri segni sul cofano come una griglia del gioco “tris” e un asterisco. Insomma, il clima politico a Solesino da almeno tre anni a questa parte non è dei migliori. 
 

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