Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Irrigazione solo di notte e diga sull'affluente: le misure anti-siccità della provincia

Mercoledì 6 Luglio 2022 di Nicoletta Cozza
Il fiume sotto la specola si è abbassato di qualche metro

PADOVA - Un’ordinanza “condivisa”, da adottare nei 102 Comuni del territorio per evitare sprechi, e che autorizza l’irrigazione di campi e orti solo in orario notturno. Una diga con una capienza da 40 milioni di metri cubi, da realizzare sul Vanoi, un affluente del Brenta, a cui attingere nei momenti di criticità. E infine un pacchetto di progetti del Consorzio Brenta da 63 milioni di euro, da realizzare con i fondi del Pnrr per andare incontro alle difficoltà contingenti del mondo agricolo. Sono queste le conclusioni emerse al termine del tavolo tecnico convocato ieri mattina, 5 luglio, in Provincia dal reggente Vincenzo Gottardo, al quale hanno partecipato le associazioni agricole (Cia, Coldiretti, Confagricoltura), la Polizia Provinciale, il Genio Civile, Etra, i Consorzi di Bonifica Bacchiglione, Brenta e Adige Euganeo, per un confronto sulle misure da attivare subito per affrontare il problema della siccità.

L'ordinanza "tipo"

A introdurre i lavori è stato proprio il numero uno di Palazzo Santo Stefano, il quale ha osservato: «Siamo in una situazione di emergenza. L’assenza di piogge ha abbassato la falda, prosciugato i corsi d’acqua a livelli che non si raggiungevano da 20 anni e a farne le spese sono le colture agricole. Ho deciso quindi di riunire i principali soggetti interessati dal problema per cercare soluzioni urgenti e condivise». Ed entrando nel merito, Gottardo ha aggiunto: «Proporremo ai nostri 102 Comuni di adottare un’ordinanza “tipo” che invieremo a ciascun Municipio, per limitare l’utilizzo di acqua: per esempio, non usarla per il lavaggio di piazzali e autoveicoli, oppure per fontane e vasche ornamentali, e ancora per innaffiare prati e giardini, però consentire l’irrigazione di coltivazioni a scopo alimentare tra le 24 e le 8 del mattino. Allo stesso tempo questo tavolo si farà portavoce di una richiesta al governatore Luca Zaia affinché venga realizzato un bacino per il recupero dell’acqua».

«Il mondo agricolo pagherà il prezzo più alto»

Gottardo, dopo aver ricordato che il governo veneto ha stanziato fondi importanti per altre opere fondamentali, ha auspicato che si faccia altrettanto per far fronte alla siccità. «Bisogna cambiare metodo di irrigazione - ha aggiunto -, usare sistemi che risparmino oltre il 50% d’acqua e mettere da parte scorte di risorse idriche quando sono abbondanti. C’è un progetto in fase di definizione, per costruire una nuova diga sul Vanoi, affluente del Brenta ai confini tra il Veneto e il Trentino, che sarebbe una risorsa importante in questo momento. Avrebbe una capienza di 40milioni di metri cubi e più funzioni: salvaguardare l’asta del Brenta, fino a Padova; produrre energia pulita e approvvigionare gli acquedotti. Le risorse del Pnrr per questa voce sono scarse, ma speriamo che tutta la progettazione che i Consorzi di Bonifica hanno messo sul campo, come quello del Brenta che ha previsto 7 progetti per un totale di 63 milioni di euro, venga finanziata. La siccità è un problema gravissimo e il mondo agricolo pagherà il prezzo più alto. Quest’anno facciamo fatica a garantire il 45% della produzione di mais. Chi ha la possibilità di irrigare salva il raccolto, ma chi non ce l’ha rischia di aver impegnato risorse senza avere riscontro. Iniziamo ad avere difficoltà nell’approvvigionamento nella fascia pedemontana, che riguarda principalmente la provincia di Vicenza, e pure a San Martino di Lupari dai pozzi privati non esce più nulla». Nella discussione ha preso la parola pure Fabio Miotti, consigliere delegato all’Agricoltura e all’Ambiente: «Vanno pianificate le attività finalizzate a garantire la portata dei fiumi e dei canali che permettono l’irrigazione dei campi. Come Provincia abbiamo deciso di riunire questo tavolo, unico nel suo genere in Italia, perché pensiamo serva un coordinamento tra le singole amministrazioni, per far si che la risposta sia più efficace possibile». 

Ultimo aggiornamento: 16:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci