La Polizia sgombera la mensa Marzolo occupata: strada bloccata, tensioni

PER APPROFONDIRE: gramigna, marzolo, mensa, sgombero
Lo sgombero di questa mattina
PADOVA - La Polizia ha avviato questa mattina lo sgombero della mensa "Marzolo occupata" sede dell'ex collettivo Gramigna in via Marzolo. Un cordone di Polizia e alcune camionette hanno bloccato la strada. Gli occupanti, presi alla sprovvista, hanno chiamato a raccolta i militanti. Sono stati portati fuori i mobili e altri arredi mentre non c'era nessuno. Al momento non ci sono disordini ma la tensione è alta. Per le vie del quartiere Portello è iniziato verso le 12 un corteo di protesta.
 

 
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Giovedì 4 Aprile 2019, 09:58






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5 di 16 commenti presenti
2019-04-06 09:30:08
Per Odadelta delle 17.00 . Secolo d' Italia dell' altroieri .
2019-04-05 09:01:24
dategli pala e piccone e che sterrino i campi nel rodigino
2019-04-04 17:00:43
A PROPOSITO: Non ce la fanno proprio, sta nel Dna comunista l’odio contro la polizia e in generale le forze dell’ordine. Ora ci riprova Nicola Fratoianni, deputato di Leu, con una proposta di legge assegnata la scorsa settimana alla prima commissione della Camera. Il titolo è eloquente: "Disposizioni in materia di identificazione delle forze di polizia in servizio di ordine pubblico". Capito? Il suo problema non è identificare chi sfila a volto coperto in manifestazioni che spesso sfociano in violenza, ma capire come si fa a individuare chi è chiamato a proteggere i cittadini comuni da quelli che marciano bendati. La perla principale riguarda il casco in dotazione, che secondo la proposta deve riportare sui due lati e sulla parte posteriore una sigla univoca che consenta l’identificazione dell’operatore che lo indossa. Se durante eventuali incidenti dai una manganellata a chi se la merita, insomma, devi essere facilmente raggiungibile per la vendetta. Poi: tutti in uniforme, nessuno in borghese, così chi delinque sta più tranquillo. E se non hai l’uniforme, comunque devi essere riconoscibile a vista. Non basta più il tesserino… E tutta una serie di norme assolutamente finalizzate a far sentire sempre più sole le nostre forze dell’ordine. In pratica si punta ad ingessare le attività degli appartenenti alle forze dell’ordine. Come se non bastassero le telecamere presenti ad ogni evento in cui sia prevista la presenza degli uomini in divisa a tutela della sicurezza collettiva. Non sappiamo se l’onorevole Fratoianni frequenti ad esempio le curve di uno stadio. Ci va lui a "mediare" con i tifosi più esagitati? Esporrebbe la sua famiglia al rischio di rappresaglia da parte di delinquenti comuni? In realtà da parte di certa sinistra ci si continua a muovere lungo la via della denigrazione delle forze dell’ordine, individuandole sempre più come nemiche. E’ una triste cultura che si sta facendo ancora strada e che invece andrebbe contrastata, anziché alimentarla con proposte di legge che tendono ad appiccare il fuoco. Fratoianni si cimenta in un esercizio davvero pericoloso, come se singoli e negativi episodi non venissero già pesantemente sanzionati in sede giudiziaria. La criminalizzazione degli addetti alla tutela dei cittadini va impedita dal Parlamento. E ci auguriamo che sia netto il "no" ad una proposta di legge che ripercorrerebbe logiche che speravamo di non dover più vedere. Vedremo se Fratoianni avrà la faccia tosta di chiedere la calendarizzazione del provvedimento e come si schiererà ogni singola forza politica. In questo Parlamento il pericolo è sempre in agguato, basta un battibecco tra Di Maio e Salvini per vedere i grillini posizionati contro le forze dell’ordine. Con Pd e compagnia a cui non sembrerebbe vero di rispolverare l’antico celerino, basco nero... E’ evidente che se la proposta Fratoianni dovesse fare passi in avanti sarà necessaria la mobilitazione popolare, dei cittadini, di quanti vogliono continuare a vivere in un’Italia sicura e non anarchica. Disegni di legge di quel tenore spingono indietro, inducono all’odio e alla caccia al nemico. Che questa volta sarebbe in divisa. Uno spettacolo davvero orrendo. Risparmiateci una polemica che sarebbe davvero durissima per tutti.
2019-04-05 10:39:40
Se vivessimo in un paese serio si introdurrebbe l' obbligo per i manifestanti di indossare una pettorina con un numero identificativo univoco e si prevederebbe l' arresto immediato per chi manifesta a volto coperto. Ma se vivessimo in un paese serio ci sarebbe anche una norma che vieterebbe ulteriori manifestazioni per quei gruppi (tipo gramigna o pedro per intenderci) che in precedenti manifestazioni hanno violato le disposizioni della questura sul percorso consentito, violato blocchi della polizia e creato disordini e danni. Poi ci sarebbe anche l' obbligo di una polizza assicurativa per chi organizza manifestazioni per ripagare eventuali danni fatti dai manifestanti. Se fossimo in un paese serio......
2019-04-04 15:19:47
Finita la pacchia del: non abbiamo i soldi per finanziarci allora occupiamo tanto paga pantalon.