Il Padova batte la baby-Juve 2-0 e ora "vede" il Sudtirol

Giovedì 2 Dicembre 2021 di Claudio Malagoli
Il Padova batte la baby-Juve 2-0 e ora "vede" il Sudtirol

Contava vincere per portarsi a 4 punti dal Sudtirol, che il 12 dicembre sarà di scena all'Euganeo. E il Padova lo ha fatto tra luci e ombre. I biancoscudati hanno avuto un buon approccio, ma poi si sono disuniti e hanno scoperto il fianco alla vivacità dei giovani bianconeri tanto che per due volte Donnarumma ha rischiato di capitolare. Per fortuna a mettere la partita in discesa è arrivato sul finire del primo tempo l'ottavo gol in campionato di Ceravolo. Quanto mai opportuno è stato quindi l'intervallo che ha dato modo a Pavanel di operare gli aggiustamenti necessari per presentare nella ripresa una squadra meglio organizzata. E così il Padova, senza più correre grossi rischi, ha potuto infliggere il colpo del ko agli avversari con il nuovo entrato Jelenic.
Quarto successo consecutivo (Coppa Italia compresa) e ancora una partita, la terza di fila, senza incassare gol. Un buon biglietto da visita per prepararsi con fiducia alla sfida di domenica in casa della Giana Erminio e poi mettere nel mirino lo scontro al vertice. Il tutto senza trascurare gli affanni della prima frazione: crescere sul piano del gioco e dell'organizzazione si può e si deve.
PIANO PARTITA
Rispetto a domenica, Pavanel rilancia Kirwan e inserisce Terrani nel tridente d'attacco. Il 4-3-2-1 di Zauli deve fare a meno dei prezzi pregiati De Winter e Soule, che Allegri ha voluto con sè nella trasferta di Salerno. Il Padova prende da subito il comando delle operazioni, cercando di applicare il piano partita preparato dallo staff tecnico: ritmo alto e verticalità nella fase di possesso, tanta aggressività nella riconquista del pallone. È sull'asse Ronaldo-Chiricò che nasce il primo pericolo. Illuminante il lancio del brasiliano a liberare il compagno che al momento di concludere viene anticipato di un soffio da Stramaccioni. Decisamente più ghiotta l'opportunità che capita ai giovani bianconeri sugli sviluppi di una punizione laterale: il tocco ravvicinato di Akè è smorzato d'istinto da Donnarumma, poi ci pensa Della Latta ad allontanare la sfera prima che possa varcare la linea di porta.
GRANDE DINAMISMO
È una Juve che gioca con la mente sgombra e che soprattutto esibisce un grande dinamismo, provando appena può a sfruttare gli spazi che si aprono quando il Padova perde equilibrio tra i reparti. Ceravolo da una parte e Zuelli dall'altra si fanno minacciosi dal limite: il destro del biancoscudato lambisce l'incrocio, il fendente del bianconero è neutralizzato in tuffo da Donnarumma. Un problema muscolare mette ko Curcio, sostituito da Gasbarro.
Con il passare dei minuti il Padova non riesce più ad essere ordinato come prima. C'è troppa foga nella costruzione del gioco e inevitabilmente gli errori tecnici aumentano, favorendo così le ripartenze degli avversari che sfiorano il vantaggio con Sekulov: il classe 2002 semina il panico tra i difensori di casa e il suo tocco a scavalcare Donnarumma si stampa sulla traversa.
LA SVOLTA
L'Euganeo non gradisce i disagi della squadra e dalla tribuna si leva qualche mugugno. Gli ultras sono assenti per protestare contro il rinvio della partita e così l'ambiente è un po' freddo. Ma proprio nel momento migliore degli ospiti i biancoscudati sbloccano il risultato. Fa tutto Ceravolo che taglia alle spalle di Stramaccioni, detta il passaggio a Chiricò e infila Israel con un diagonale radente a fil di palo.
Il vantaggio non illude Pavanel che infatti all'intervallo opera altri due cambi, questa volta non forzati, con l'intento di restituire più compattezza alla squadra: Kirwan (in difficoltà su Sekulov nonchè ammonito) e Terrani (inconcludente) restano negli spogliatoi, spazio a Germano e Jelenic. Poco dopo esce anche Chiricò ed entra Santini, che parte da sinistra. Il Padova mostra un volto migliore e a metà ripresa trova il raddoppio con Jelenic che raccoglie un pallone vagante e lo scaglia di potenza alle spalle del portiere. Il resto è quasi accademia.
 

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