L'ex primario Cetera in carcere: chiedeva mazzette per saltare le code

Venerdì 24 Gennaio 2020
Carlo Cetera
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PADOVA - All'età di 70 anni e a più di otto dallo scandalo che lo ha visto protagonista, l'ex primario del centro di procreazione assistita della Ulss 1 di Belluno, Carlo Cetera, è finito in carcere. I carabinieri lo hanno preso in consegna presentandosi alla sua abitazione di Padova e dando così esecuzione all'ordine di custodia cautelare in carcere che ha seguito la sentenza di condanna passata in giudicato, al termine del lungo iter con tre gradi di giudizio. Il noto ginecologo di Cittadella che chiedeva mazzette alle sue pazienti per abbreviare l'attesa saltando le liste ufficiali di prenotazione, dovrà scontare tre anni, dieci mesi e 24 giorni.

Pena fortemente ridotta rispetto a quella dei nove anni proposti inizialmente dalla pubblica accusa e che sono andati progressivamente ridimensionandosi con l'accusa modificata da concussione a induzione indebita. Il ginecologo dopo la sentenza di Cassazione aveva tentato un ultimo ricorso il cui esito non gli è stato favorevole, confermando che l'ex primario avrebbe indebitamente ricevuto denaro per far saltare le code alle pazienti, le quali glielo avrebbero dato tuttavia consapevolmente e volontariamente. Lo scandalo che ha travolto la vita e la carriera di Carlo Cetera è scoppiato a fine 2011, quando egli dirigeva il centro specialistico del nosocomio di Pieve di Cadore, parte della Ulss 1 di Belluno. Negli anni precedenti il suo reparto aveva accresciuto la sua fama per la procreazione in vitro, eccellenza e notorietà che lo aveva portato fra le strutture con la più alta percentuale di concepimenti e gravidanze a buon fine nel panorama nazionale. Di conseguenza, le richieste si erano moltiplicate e le liste di attesa allungate. Il processo stabilì che lo stesso primario aveva ideato un sistema per dare la possibilità ai pazienti di accelerare i tempi sborsandogli ulteriore denaro al di fuori della prestazione ufficiale. Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 08:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA