Assembramento e balli al rave party vietato di Anguillara: organizzatori denunciati

Lunedì 19 Luglio 2021 di Cesare Arcolini
Assembramento e balli al rave party vietato di Anguillara: organizzatori denunciati Foto di 453169 da Pixabay

ANGUILLARA (PADOVA) - Si accordano online e poi si scatenano fino a mattina incuranti dei rischi che si vivono in questo periodo in tutte le situazioni caratterizzate da assembramenti. Mentre l'Italia trema ed è sempre più forte il rischio che vengano adottate drastiche restrizioni per contrastare una nuova ondata di Coronavirus, non si ferma la voglia dei giovani di lasciarsi andare a notti brave a base di musica a tutto volume. L'altra notte però la festa è stata interrotta bruscamente dall'arrivo dei carabinieri e adesso arriveranno pesanti denunce e sanzioni. Tramite il tradizionale tam tam sui social e l'immancabile messaggistica con gli smartphone è stato organizzato a tempo di record un rave party ad Anguillara, in località Borgoforte, in un tratto di bosco lungo l'argine sinistro dell'Adige. Dopo aver ricevuto decine di segnalazioni da parte di residenti che non riuscivano a dormire, ma anche seguendo piste investigative legate proprio ai fenomeni dei rave party, i militari dell'Arma sono arrivati sul posto con decine di operatori non solo della compagnia di Abano, ma anche del Battaglione. É stato subito identificato A.C., di 35 anni, di Padova, noto alla giustizia, in qualità di organizzatore della festa non autorizzata.


IL FUGGI FUGGI

L'arrivo in massa delle forze dell'ordine ha scatenato il classico fuggi fuggi. Una ventina di ragazzi sono stati fermati ed identificati, almeno una cinquantina è invece riuscita a defilarsi nell'oscurità. L'ideatore della notte rock è finito in un mare di guai. É stato denunciato per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento e disturbo della quiete pubblica. Anche gli identificati rischiano di dover rispondere all'autorità giudiziaria del loro sconsiderato comportamento in un periodo storico in cui gli eventi di massa, seppur a cielo aperto, stanno provocando focolai di Coronavirus un po' dappertutto. I rischi a cui andavano incontro i giovani fermati l'altra notte non sono bastati a convincerli a tornare a casa. Alcuni residenti hanno riferito che, dopo il passaggio dei carabinieri, il gruppo imperterrito si è rimesso a bere e ballare con musica tambureggiante, mettendo di fatto in ginocchio le famiglie quasi fino all'alba. I carabinieri della compagnia di Abano, coordinati dal capitano Carmelo Recupero, sono intenzionati a stroncare nell'immediato ulteriori situazioni analoghe che, oltre a mettere in crisi la quiete e la serenità di decine di residenti, possono diventare un veicolo spaventoso di trasmissione del Coronavirus. L'età media dei ragazzi identificati l'altra notte oscilla tra i 18 e i ventidue anni. I carabinieri hanno effettuato verifiche anche per scoprire eventuali presenze di sostanze stupefacenti, ma l'attività ha dato esito negativo.

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