Alpini, da 150 anni custodi dei valori: tra loro anche una ragazza di 18 anni

Lunedì 3 Ottobre 2022 di Giovanni Lugaresi
Raduno alpini sul Monte Madonna

TEOLO - All’insegna della memoria, come ogni anno, da quando esiste il monumento alle Penne Mozze, gli alpini della sezione di Padova si sono radunati ieri sul Monte della Madonna: “per non dimenticare”, appunto. I Caduti, in primis, e in questo 2022, per celebrare il 150esimo di costituzione delle Truppe Alpine, e poi il 102esimo della sezione stessa. 
Lo ha sottolineato il presidente Roberto Scarpa, nel discorso ufficiale, riferendosi soprattutto a quei «sacrifici incalcolabili che hanno contribuito, malgrado tutto, alla costruzione di un nuovo sentimento di identità nazionale». 
 

LA STUDENTESSA

Un raduno numeroso (diverse centinaia i presenti), favorito da una splendida giornata e con una nota “gentile”, nonché a un tempo ironicamente polemica. Serena Schiavon diciottenne di Ponte San Nicolò (ultimo anno all’Istituto Belzoni), una dei giovani della provincia, reduci da uno dei campi scuola organizzati dall’Ana, ha testimoniato il grande interesse suscitato in lei da quell’esperienza, seppur breve (due settimane), a Tremonti di Sopra, nel Pordenonese, con conoscenze, discipline, escursioni, esercizi vari, una sorta di “avvicinamento” per meglio conoscere le Penne Nere. 
La qual cosa ha indotto, nel suo intervento, il cappellano alpino sezionale padre Federico Laureatta a una emblematica (ironico-polemica, appunto) osservazione: «Non siamo maschilisti o patriarcali e non abbiamo quote rosa, perché qui le quote sono tutte verdi… È una gioia vedere questi ragazzi vicini a noi: e se “una di meno” ci ha feriti, “una di più” ci ha arricchiti», scontato riferimento alle polemiche post adunata di Rimini. 

IL PRESIDENTE
Tornando al presidente Scarpa, ecco che se le Penne Nere si sono sacrificate tanto nelle varie guerre, «altrettanto è l’impegno attuale degli Alpini nella vita delle nostre comunità, dove trovano utile compimento nel volontariato svolto a servizio delle persone, degli anziani, dei giovani e delle persone più fragili. La meravigliosa, quanto semplice formula alla base di questo successo, sta nella peculiarità del servizio militare prestato nei reparti alpini; l’addestramento in montagna, dove le prestazioni collettive sono cadenzate sul passo del meno forte, perché nessuno deve restare indietro».


E guardando al futuro, prendendo spunto da questo momento presente irto di difficoltà, il presidente Scarpa ha aggiunto: «Dobbiamo dimostrare ancora una volta che il valore dell’amicizia, il desiderio di stare assieme, il ricordare per non dimenticare, il fare, siano motivo valido per dimostrare questo senso di appartenenza che ci accomuna in quanto fondamenta della nostra vita associativa». Ancora, una emblematica sottolineatura: «Nel contesto in cui viviamo. Fatto di individualismo, guerre, false illusioni, credo che il mio compito sia quello di darvi spunti su come essere custodi dell’Associazione Nazionale Alpini e al compimento del mio secondo mandato spero di esserci, almeno in parte, riuscito». Al raduno sono intervenuti, fra gli altri, portando testimonianze (scritta quella del governatore Luca Zaia) e saluti, Nereo Toso per il Comune di Padova, Graziella Quagliato (Teolo), Eva Vigato (Este), Monica Cesaro per la Provincia, nonché il presidente del Nastro Azzurro di Padova Pietro Pelizza, il tenente colonnello Gianluigi Rubini del Comando Forze Operative Nord, un grande amico degli alpini quale il generale Amedeo Sperotto, il presidente del Cai Padova Maurizio Fassanelli, mentre ha accompagnato gli onori ai Caduti e l’alzabandiera la Banda Ciro Bianchi di Cittadella.
 

Ultimo aggiornamento: 14:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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