Emergenza radon alla scuola primaria: «Trasferite subito i bambini»

Sabato 12 Gennaio 2019 di Camilla Bovo
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MONSELICE - Emergenza radon alla scuola primaria Giorgio Cini, urge il trasferimento immediato delle attività scolastiche. Ne è convinta la dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo Zanellato, la professoressa Barbara Vicentini, che nel primo pomeriggio di ieri ha inviato una lettera dai toni accesi alle autorità preposte, dal sindaco Francesco Lunghi al presidente della Regione Luca Zaia, fino allo Spisal, all'Ulss, all'Arpav e al Prefetto. La dirigente ha appreso i valori dell'ultima indagine dell'Arpav (fino a dieci volte superiori al limite soglia di 500 Bq/m³) solamente dalla stampa: il Comune non l'ha avvisata come lei stessa aveva chiesto, e per ben due volte, con tanto di note regolarmente protocollate. I dati non sono emersi infatti nemmeno in occasione dell'ultima riunione con  Arpav, risalente al 15 dicembre scorso, ovvero circa una settimana dopo l'arrivo a Palazzo Tortorini della relazione con tutti i risultati dell'indagine. Una mancanza che ha mandato su tutte le furie la preside, che ieri ha messo su carta la propria posizione e le proprie richieste, dopo aver consultato il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp) e l'esperto qualificato in radioprotezione.
L'ATTACCO«I dati delle misure non sono facilmente fruibili, scrive la preside - i valori di concentrazione sono molto alti e intanto la scuola viene trattata come una specie di laboratorio sperimentale di prova di vari sistemi di bonifica». Una situazione inaccettabile per la dirigente, soprattutto visto che «i superamenti dei limiti sono noti da molti anni» e che «si indagano finora solo alcuni locali», ovvero le due aule di musica, l'aula insegnanti e gli spogliatoi della palestra. Per tutto questo Barbara Vicentini auspica ora una soluzione drastica. «Si ritiene sia fondamentale scrive ancora - programmare ed organizzare tempestivamente il trasferimento delle attività scolastiche poiché non si possono tenere i bambini e il personale a quelle concentrazioni». E nel frattempo «provvedere ad un monitoraggio capillare di tutti i locali con risultati valutabili in tempo ragionevole al fine di interdire tutti gli ambienti del sito in cui risultassero valori elevati». Infine, quando i locali di via Solario saranno di nuovo utilizzabili per la scuola, la dirigente chiede «di avere garanzia sull'avvenuta bonifica e salubrità di tutti gli ambienti costituenti l'edificio scolastico».
L'assessore all'Ambiente Gianni Mamprin tenta di difendersi dalle accuse lanciate dalla preside. «Non abbiamo nascosto niente sbotta . La riunione di metà dicembre all'Arpav era stata convocata proprio perché i valori registrati, frutto delle simulazioni, erano insoddisfacenti, ovvero più alti di prima. Abbiamo chiesto rilevatori in tutte le aule e l'accensione di tutti gli aeratori. A fine gennaio avremo i dati delle ultime simulazioni. Se i valori non miglioreranno sarà necessario adottare soluzioni più radicali: dal funzionamento no stop di tutti gli aeratori alla sostituzione del pavimento della scuola, come ci ha suggerito un esperto. Intanto mi preme evidenziare che i locali in cui sono state rilevate queste alte concentrazioni di gas radon sono stati inibiti: nessuno può entrarvi». Una posizione non condivisa dalle opposizioni politiche, in primis il consigliere Rino Biscaro, che aveva reso pubblici i dati dell'Arpav in occasione dell'ultima seduta del consiglio comunale, quando aveva parlato di sperimentazione sulla pelle di oltre 200 persone.  © RIPRODUZIONE RISERVATA