Padova. Gli studenti in protesta, esclusi dalle borse di studio in oltre 2 mila: «Molti pensano di lasciare gli studi»

Il Pnrr ha imposto di aumentare l'importo delle borse ma i fondi ancora non sono arrivati. E molti idonei sono rimasti scoperti

Sabato 19 Novembre 2022 di Marco Miazzo
Gli studenti in protesta sotto l'Esu

PADOVA - Si infiammano gli animi degli studenti dell'università di Padova, ieri giornata di proteste in città. Prima, in mattinata, davanti all'Esu e poi, in serata, davanti a palazzo Bo. In occasione della Giornata mondiale dello studente le rappresentanze studentesche hanno organizzato una serie di iniziative volte a porre al centro dell'attenzione le problematiche della comunità studentesca. Emergenza abitativa, carenza di spazi dove studiare e mangiare, sovraffollamento delle aule e mancanza di borse di studio sono i problemi principali, che i rappresentanti da tempo denunciano.

Il meccanismo

Il tema più sentito in queste ultime settimane riguarda gli studenti idonei ma non beneficiari della borsa di studio, molti studenti pur avendo il diritto di ricevere la borsa regionale sono stati esclusi a causa della mancanza di fondi atti a coprire tutti gli aventi diritto. Il Pnrr ha imposto infatti di aumentare l'importo delle borse, ma all'aumento non ha fatto seguito un aumento dei fondi e così, in attesa dell'arrivo dei finanziamenti Pnrr, i fondi sono stati dirottati verso i già riceventi la borsa per aumentarne gli importi, lasciando scoperti molti idonei. Gli studenti esclusi dalla borsa sono così 2.470, si tratta per la maggior parte di studenti che negli anni scorsi hanno ricevuto il finanziamento e che su quegli introiti facevano affidamento per sostentarsi. Per loro l'uscita delle graduatorie di assegnazione delle borse l'11 novembre è stata un'amara sorpresa e moltissimi stanno pensando di abbandonare gli studi perché non riescono a sostenere il peso economico della vita a Padova.

I sit-in

Ieri mattina Il Sindacato degli studenti (Asu) ha organizzato un presidio in via San Francesco, davanti alla sede dell'Esu Padova (Ente regionale diritto allo studio universitario) pretendendo delle risposte. «Ci sono molti problemi in città per noi studenti internazionali - afferma Farideh Malekdar, studentessa iraniana di Ingegneria Ambientale - per aver il permesso di soggiorno abbiamo bisogno di un alloggio e trovarlo con quest'emergenza abitativa è stata un'impresa. Inoltre, molti studenti hanno finito i soldi per pagare cauzione e prime mensilità anticipate, contavamo sulla borsa di studio ma l'università ci ha risposto che non ci sono abbastanza fondi, ci dicono di aspettare a marzo quando ci sarà una seconda trance di fondi, ma chi ci dà la certezza che riceveremo questi soldi? E come possiamo sopravvivere per questi mesi? Noi iraniani, ad esempio, non possiamo aprire un conto corrente in Italia, è difficile anche ricevere aiuti dalle nostre famiglie a casa, molti di noi dovranno tornare in Iran dove la situazione è sempre più complessa, non vogliamo farci ritorno perché solo studiando qui possiamo sperare in un futuro migliore per noi e per il nostro paese».

La replica dell'Esu

Dall'Ente regionale diritto allo studio c'è sconcerto verso la decisione di protestare davanti alla sede: «Probabilmente gli studenti hanno sbagliato portone, dovrebbero andare a protestare da un'altra parte, non è responsabilità dell'Esu se non ci sono fondi per tutte le borse. - afferma Giuseppe Maschera, presidente di Esu Padova - Il nostro ente è il primo ad essere danneggiato da questi tagli poiché vengono a mancare le trattenute sul servizio, corrispondenti a circa 1.600 euro per gli assegnatari di residenza e 700 per la ristorazione. La situazione era ben nota, l'anno scorso abbiamo coperto anche con l'aiuto dell'ateneo 9.500 borse, quest'anno abbiamo avuto 11 mila potenziali borsisti, ma a parità di fondi statali coprirli tutti è impossibile». 

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