Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Busta con tre proiettili al centro smistamento posta, con mittente e destinatario: scattano le indagini

Il giallo del plico: ci sono due indirizzi e si riferiscono a persone esistenti. Chi sono? E perché spedire i bossoli?

Venerdì 12 Agosto 2022 di Marina Lucchin
Centro smistamento posta Camin (foto d'archivio)

PADOVA - Al centro meccanografico di Poste Italiane nel quartiere Camin è stato intercettato un plico contenente tre proiettili comprensivi di ogiva. Sul posto è intervenuta la squadra Volante della polizia, guidata dal questore aggiunto Valeria Pace, che ha ispezionato la missiva che al momento non è ancora stata aperta. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Roberto D'Angelo.

Le indagini

Si tratta di un caso a suo modo particolarmente singolare, nonostante in passato sia capitato altre volte di intercettare un plico contenente qualcosa di sospetto. Questa volta, infatti, sulla busta è indicato anche il mittente: un uomo residente a Ponte San Nicolò. La lettera con i proiettili - che porta il timbro di Padova e dunque è stata spedita entro il territorio provinciale - è indirizzata, invece, a un uomo residente a Villa Urbana, in provincia di Oristano. Secondo le prime indagini della polizia si tratta di una persona che nulla ha a che vedere con l'ambiente politico.

La scoperta

All'interno del centro meccanografico di Camin, tutti i pacchi e le lettere vengono passati attraverso uno scanner a raggi X che consente di monitorarne il contenuto. Così, in passato sono stati scoperti in più occasioni contenuti illeciti: dai proiettili delle lettere intimidatorie, ai pacchi contenenti sostanze stupefacenti o proibite. E così è stato anche l'altro giorno, quando la sirena dello scanner ha iniziato a suonare al passaggio della busta. Il responsabile del settore del centro meccanografico ha controllato ed è stato chiaro, anche solo tastando l'involucro, come la lettera contenesse qualcosa di molto simile a tre proiettili. A questo punto è partita tutta la procedura di allarme in casi di questa natura: il responsabile del settore ha informato i suoi superiori che hanno segnalato la situazione alle forze dell'ordine. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti. Una volta verificato che non si trattasse di nulla di immediatamente esplosivo, la busta è stata sequestrata e portata in questura per ulteriori esami, mentre, nel frattempo è stato allertato anche il pubblico ministero di turno. Al momento l'involucro non è stato ancora aperto: prima di fare questo i poliziotti contatteranno entrambe le parti in causa, il destinatario e il mittente, visto che il suo nome e indirizzo erano indicati nella busta. Entrambi i nomi, secondo le prime indiscrezioni, apparterrebbero a persone realmente esistenti, privati cittadini, che nulla hanno a che fare con politica e non ricoprono altri ruoli di particolare rilievo sociale. In seguito, la missiva verrà aperta per controllarne il contenuto. È già capitato in passato che fossero intercettate buste o piccoli pacchi, al cui interno però, c'erano oggetti decorativi che nulla hanno a che fare con eventuali intimidazioni.

Il precedente

Ai primi di gennaio di quest'anno è stata l'immunologa Antonella Viola, direttore dell'istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza a ricevere nel suo ufficio di Padova una lettera minatoria, accompagnata da un proiettile, legata alla vaccinazione per i bambini che la vede tra i favorevoli. La stessa Viola si era poi scagliata su Facebook con parole molto dure. «Mi si ordina di dire che i bambini non devono essere vaccinati o spareranno a me o alla mia famiglia. Questi sono i no vax che sanno solo odiare, rifiutare logica e leggi, creare tensione e violenza. Sono ovviamente amareggiata perchè ho speso gli ultimi due anni a servizio della collettività, senza risparmiarmi, sottraendo tempo alla mia famiglia e a me stessa. Sono incazzata contro chi strizza l'occhio verso certa gente, a chi mette in dubbio la nostra serietà e libertà da qualunque condizionamento. Ma continuerà a fare del mio meglio per dare voce alla scienza e parlare a chi vuole ascoltare. Sempre guidata da etica, responsabilità e amore». In seguito alle minacce ricevute Antonella Viola è finita sotto scorta. Pochi giorni dopo, vittima di una lettera minatoria, fu anche il collega Giorgio Palù, trevigiano presidente dell'Aifa, componente del Comitato tecnico scientifico e consigliere del ministro dello Sviluppo economico. Fino al 2019, anno in cui è andato in pensione, Palù aveva il suo studio al Dipartimento di medicina molecolare dell'Università di Padova, in via Gabelli, dove una settimana dopo il caso di Viola, è arrivata pure a lui la missiva minatoria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci