Via libera al piano dell'archistar Boeri sul recupero di 81 aree degradate

Mercoledì 13 Aprile 2022 di Alberto Rodighiero
Via libera al piano dell'archistar Boeri sul recupero di 81 aree degradate

PADOVA - Via libera  ieri sera, 12 aprile, del consiglio comunale al Piano degli interventi. Un piano, quello adottato dal parlamentino di palazzo Moroni,  che porta la firma dell’archistar Stefano Boeri e che andrà a disegnare urbanisticamente  la Padova del futuro attraverso il recupero di 81 aree degradate, tra queste l’ex caserma Romagnoli a Chiesanuova, l’Amusement park alla Guizza  e l’ex centrale del latte alle Cave.   Un dispositivo  che, però, non convince il centrodestra e gli ordini professionali.   Una discussione, quella di ieri sera,  che è iniziata con la relazione del sindaco Sergio Giordani che ha insistito sul fatto che il  nuovo piano punterà sull’ ambiente, sullo stop al consumo di suolo e su, appunto,  il recupero di 81 aree in stato di degrado. Tra queste anche quella dell’ Amusement park  alla Guizza, un ex parco divertimenti che, negli anni, è divento ricettacolo di degrado e spaccio e degrado.  «Sta iniziando una nuova epoca per l'urbanistica: a partire dal dopoguerra le città in Italia hanno vissuto la fase dell'espansione – ha detto, invece, l’assessore all’Urbanistica Andrea Ragona illustrando l’intervento -  Oggi questa fase è finita, inizia, o meglio, è già iniziata la fase della rigenerazione urbanistica .  Massima attenzione sarà riservata all'ambiente, attraverso la realizzazione di corridoi verdi e blu e attraverso l'aumento del verde fruibile e del verde agricolo. Punteremo sullo stop al consumo di suolo, che però non vuol dire stop all'economia: tutt'altro, vogliamo che il mercato già oggi molto attivo grazie ai moltissimi cantieri che stanno per partire, s’ indirizzi verso la riqualificazione e la rigenerazione. Abbiamo infatti individuato  oltre 80 aree di degrado, con suolo già consumato che devono diventare il fulcro della trasformazione della città nei prossimi anni».

Ma quali sono queste aree destinate a diventare il motore del futuro sviluppo urbanistico cittadino?

«Sono tantissime – ha continuato l’esponente di Coalizione civica – Solo per fare qualche esempio, mi vengono in mente la caserma Romagnoli, l’area ex Idrotermici Pilli a Pontevigodarzere, l’ex centrale del latte Ala Zignago in via Pioveghetto alle Cave o i vecchi capannoni che si trovano in via Vicenza». Durante la discussione a polemizzare ha provveduto il centrodestra che ha accusato la giunta Giordani di paralizzare i piccoli interventi in favore delle grandi progetti. Il fuoco amico   è arrivato, poi,  dalla consigliera del gruppo misto (ex Coalizione civica ) Daniela Ruffini. «La discussione del piano arriva in aula in ritardo– ha polemizzato l’esponete di Rifondazione comunista   – Non è colpa dei tecnici, ma dell’ex vicesindaco Arturo  Lorenzoni che ha tardato nell’elaborare il piano e il risultato è sotto gli occhi di tutti».

Scettici anche gli ordini professionali che temono  uno stop  per  molti interventi legati al Bonus 110%. 

Ultimo aggiornamento: 14 Aprile, 10:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci