Prof di ruolo a scuola solo un giorno: il "giochetto" esaspera la preside

Mercoledì 11 Gennaio 2017
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PADOVA - Ricominciare da capo per trovare un nuovo supplente perché il ritorno per un solo giorno, il 23 dicembre, del docente incaricato per la cattedra di diritto, che lo stesso giorno ha presentato una nuova richiesta di congedo a partire dal 9 gennaio, data di riapertura delle scuole dopo le feste natalizie, aveva fatto "saltare" la precedente sostituta che però non può essere richiamata.
È quanto accade all'Istituto tecnico industriale «Severi» di Padova e che ha portato la dirigente scolastica, Nadia Vidale, a scrivere una lettera al professore, girata anche alle famiglie degli studenti - pubblicata da «Il Corriere della Sera» -, che si chiude con la domanda «Cosa ci è venuto a fare, nella nostra scuola, il 23 dicembre?». Una lettera che si rivolge in modo diretto al docente ricostruendo le difficoltà a trovare prima un sostituto, una giovane entusiasta e apprezzata dagli studenti, e poi, visto il ritorno per un solo giorno, di rifare tutto da capo; «noi non ci siamo persi d'animo: la tenacia è una delle virtù della scuola italiana, bellissima e disgraziata».
«La lettera io l'ho mandata al docente interessato e alle famiglie degli studenti, poi qualcuno l'ha girata al giornale» spiega oggi la dirigente scolastica, ma dice di non volere fare «un processo» al professore in congedo. «Si tratta purtroppo - rileva - di ordinaria amministrazione per le scuole d'Italia grazie ad istituti giuridici perfettamente legittimi. Un giochetto capitato a molti colleghi e anche a noi molte volte. Per questo non voglio fare un processo ad un insegnante, perché mi sembrerebbe ingiusto far pagare lui per una cosa purtroppo diffusa». «Cosa faremo adesso? Ci rimetteremo a cercare un altro supplente - conclude -. Il ritorno del docente ci ha fatto perdere una sostituta bravissima, motivata e amata dagli studenti. Purtroppo in questo paese, nel nostro settore, esiste una gestione delle assenze governabili. 
Ogni mio collega ha questo problema. Io ho avuto un caso lo scorso anno in una scuola, ne ho uno ora in una scuola di reggenza, la gestione delle assenze nella scuola italiana è complicata». «Gli insegnanti - sottolinea ancora la preside - hanno una protezione sindacale che gli studenti non hanno. Ma la priorità va data ai ragazzi. Non voglio fare un processo a un insegnante, perché mi sembrerebbe ingiusto far pagare lui per una cosa purtroppo diffusa, e ripeto, perfettamente legittima. Se il ministro risolvesse anche solo questo problema sarebbe un gran passo avanti per la scuola italiana», conclude. 

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Ultimo aggiornamento: 22:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA