Precipita ultraleggero in Francia: Enrico, pilota padovano, muore a 33 anni

Peron si era trasferito a Parigi per seguire la fidanzata. Per il cliente era la prima lezione

Martedì 23 Agosto 2022 di Marina Lucchin
Enrico Peron

ISLES-LES-VILLENOY (FRANCIA) - È quasi l’una di sabato e il sole d'agosto bacia Parigi e la sua regione. Una splendida giornata per volare, specialmente all’aerodromo di Meaux-Esbly di Seine-et-Marne, il piccolo aeroporto regionale sede di numerosi club di appassionati di volo, che sorge a un paio di chilometri in linea d’aria da Disneyland, incastonato in un’ansa del fiume Marna, poco distante dai bassi rilievi che circondano l’Île-de-France, luogo strategico per godersi una vista spettacolare dall’alto di Parigi. Alla mattina Enrico Peron, istruttore di Borgoricco, trapiantato nella capitale francese per amore, aveva già portato un cliente a fare un volo in tandem sul suo ultraleggero a motore. Il padovano atterra, si congeda dal suo primo compagno e accoglie il nuovo cliente: è la  prima volta che solca i cieli su un mezzo simile, è emozionato e felice. I due decollano, ma, pochi minuti dopo, avviene la tragedia: sono le 12,48 quando, per un motivo ancora sconosciuto, il piccolo ultraleggero si schianta in piena fase di volo. Pilotava il cliente. Era a 50 o 60 metri da terra quando è precipitato improvvisamente su una delle 5 piste dell’areodromo: non c’è stato alcuno scampo né per il pilota padovano, né per il passeggero 47enne francese.

Aperta un'indagine

Lo schianto è avvenuto sotto gli occhi sgomenti delle tante persone che affollavano la struttura, in particolare tanti amici e colleghi di Enrico, 33 anni, con grande esperienza come pilota e che ben conosceva l’ultraleggero che stava utilizzando. Non appena si è verificato l’incidente, la torre di controllo dell’aerodromo ha chiuso le piste e ha allertato i vigili del fuoco. I gendarmi della compagnia di Meaux sono stati i primi ad arrivare sul posto. A loro il compito di evacuare l’aeroporto ed eseguire i primi rilievi dell’incidente, mentre i pompieri mettevano in sicurezza quel che restava del velivolo. Sulla tragedia è stata immediatamente aperta un’indagine, svolta congiuntamente dalla brigata di ricerca Meaux, dalla brigata Esbly e dalla Sezione di ricerca e dalla brigata della gendarmeria del trasporto aereo di Roissy Charles-de-Gaulle, nonché dall’ufficio investigativo e analisi (Bea) della gendarmeria francese, l’equivalente dei Ris dei nostri carabinieri. Gli investigatori hanno subito iniziato a raccogliere informazioni, dati e video delle svariate telecamere di videosorveglianza della struttura, per cercare di stabilire per quale motivo l’ultraleggero di Enrico è precipitato così all’improvviso. Secondo gli esperti della dalla brigata della gendarmeria del trasporto aereo di Roissy Charles-de-Gaulle si è trattato di un incidente molto particolare e inusuale.

Lo sconcerto

Il fornitore di volo, la compagnia France Ulm, proprietaria dell’ultraleggero e azienda per cui il padovano lavorava, non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito. I testimoni dell’incidente sono stati convocati negli uffici della gendarmeria molto rapidamente per le udienze mentre la Bea ha iniziato le perizie tecniche sui resti del velivolo che si è completamente disinegrato a terra. Secondo il comandante in seconda della compagnia di Meaux, «lì erano tutti sotto shock, il team di France Ulm, i clienti, le loro famiglie e persino i controllori della torre di controllo che hanno visto la caduta con i loro occhi sono rimasti sconvolti. In particolare le famiglie delle due vittime che hanno assistito impotenti alla trageda». In aprile c’era già stato un incidente simile: il pilota si schiantò contro un’antenna e morì sul colpo.

Ultimo aggiornamento: 16:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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