«Mi ha detto "stai zitto" e mi ha puntato la pistola in faccia». Parla il giovane papà minacciato dal vigilante

Venerdì 27 Maggio 2022 di Marina Lucchin
Il consigliere Tiso mentre discute col vigilante. Poco più in là il giovane di colore che è stato minacciato copn la pistola

PADOVA - «Ma stai zitto». E poi un'arma puntata alla testa. Ieri un passante si è ritrovato sotto la minaccia di una pistola solo perché ha rimproverato l'autista di un furgone per trasporto valori, chiedendogli di spostarsi dalle strisce pedonali.
«Stavo arrivando in stazione ed ero anche un po' in ritardo per il lavoro - inizia a raccontare Kingsley, giovane papà nigeriano, operaio della Eston Chimica di Cadoneghe -. Quando giungo all'altezza dell'ufficio dell'Adl Cobas mi rendo conto che c'è questo furgone parcheggiato sulle strisce. Sono sceso dalla bici per passare e vedo anche che c'è anche un'anziana a piedi che con difficoltà aggira il mezzo. A quel punto mi giro verso il conducente e gli dico semplicemente che ha parcheggiato sopra le strisce pedonali».
È il momento in cui il vigilante si mette subito sulla difensiva: «Mi ha detto stai zitto, al che gli ho risposto stai zitto tu. A quel punto ha estratto la pistola e me l'ha puntata in faccia. Mi ha urlato "Vieni qua che ti sparo". Mi sono spaventato».

Tutto ripreso col telefonino

L'episodio è avvenuto ieri poco prima delle 12.30 in via Buonarroti, nei pressi della rotonda dell'Arcella all'altezza del cavalcavia Borgomagno: un addetto alla sicurezza di Mondialpol, che aveva parcheggiato il mezzo sulle strisce pedonali impedendo il passaggio, ha risposto alle lamentele minacciando con la pistola. Il tutto ripreso dal telefonino di una testimone, dipendente dell'Adl Cobas, che ha sede proprio lì a fianco.

Il testimone scrive a Mondialpol

In quell'istante passava di lì in bicicletta anche il consigliere comunale del Pd, Nereo Tiso, che ieri ha scritto immediatamente alla società di vigilanza per lamentare lo sgradevole episodio.
«Il mezzo era parcheggiato ostruendo completamente il passaggio pedonale e quello ciclabile, tra l'altro molto frequentati perché quella è zona molto abitata. È un passaggio diciamo obbligato perché ai lati ci sono archetti che ostruiscono qualsiasi altro percorso di attraversamento - racconta il politico -. Il ragazzo ha richiamato l'autista e, per tutta risposta, questo ha estratto la pistola mostrandola al ragazzo attraverso il finestrino. Per fare che cosa, non si sa. Al mio arrivo, qualche istante dopo, l'autista stava riponendo l'arma, in maniera assolutamente evidente, nella fondina».

Video

"Gesti poco gentili e inequivocabili"

«Ho cercato di calmare gli animi, anche perché il ragazzo era molto agitato, cercando di far capire all'autista di spostarsi. Tra l'altro anch'io, in bicicletta, ho dovuto scendere sulla strada per superare il furgone. La risposta è stata di gesti non proprio gentili nei miei confronti senza, naturalmente, spostarsi di un millimetro. Dopo qualche istante è arrivato il collega che aveva ritirato un pacco dalla vicina banca. Collega che, assieme all'altra persona all'interno del furgone, ha cominciato ad usare nei miei confronti, visti i gesti, termini credo non gentili. Naturalmente i finestrini erano chiusi e quindi non sono riuscito a cogliere le parole, ma i gesti erano eloquenti».
Ad assistere alla scena anche alcune impiegate dell'Ufficio per il lavoro Adl Cobas, che hanno filmato la scena. «Credo che all'interno di Mondialpol esistano delle regole d'ingaggio chiare. Penso che l'uso della pistola o solo la sua estrazione dalla fondina debba essere fatta solo in caso di minaccia grave. Non certo per minacciare, impaurire o, peggio, scherzare -dice Tiso -. In quel momento non c'era certo una minaccia: il ragazzo di colore aveva una bici con due passeggini per bambini piccoli e non portava con sé alcuno strumento offensivo e nemmeno era aggressivo, ma solo terrorizzato dall'autista».

Lo sdegno di Tiso

Il consigliere continua: «Ritengo che nessuno in alcun modo, possa minacciare in forza del possesso di un arma (tanto meno chi, l'arma, la possiede per lavoro). Quello del vigilante è un lavoro importante e delicato perché si tratta di persone armate. Non spetta a me prendere provvedimenti nei confronti del dipendente, ma non so se chi estrae l'arma a piacimento abbia chiaro il suo ruolo di agente di sicurezza-portavalori».
Kingsley, il ragazzo che è stato minacciato «aveva paura. Talvolta gesti gentili rendono la vita migliore a tutti. A qualcuno bisogna ricordarglielo».

 

Ultimo aggiornamento: 09:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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