Raffica di furti e rapine, incastrata la banda di sinti: indagata anche promessa della boxe

Giovedì 18 Marzo 2021 di Marco Aldighieri
Raffica di furti e rapine, incastrata la banda di sinti: indagata anche promessa della boxe
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PIOVE DI SACCO - Si è chiuso il cerchio attorno a una banda di otto sinti accusata di avere commesso, tra giugno e novembre dell'anno scorso, sette rapine e 19 tra furti e tentati tra le province di Padova, Rovigo, Venezia, Ferrara e Verona. A incastrarli sono stati i carabinieri di Piove di Sacco, coordinati dal pubblico ministero Sergio Dini. Tutti sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata ai reati di rapina, furto, ricettazione e riciclaggio. Nel registro degli indagati sono stati iscritti Naichel Millas 19 anni di Cavarzere (promessa della boxe e in carcere), Donovan Fulle 25 anni di Cavarzere (ai domiciliari), Federica Hodorovich 37 anni di Legnaro, Valentina Rizzetto 20 anni di Legnaro, David Curcio 21 anni di Abano Terme (in carcere), Asia Cavazza 18 anni residente a Verona, Denis Hudorovich 36 anni residente a Favaro Veneto e Simone Hudorovich 36 anni residente a Cavarzere.

I FATTI Senza scrupoli la banda, tutti parenti fra di loro, si è macchiata di sette rapine. La più crudele è stata quella consumata il 12 ottobre del 2020, quando secondo l'accusa David Curcio, dopo essere evaso da una comunità di recupero nel vicentino, si è recato ad Abano per rapinare i suoi nonni. Il colpo, dall'esiguo bottino di 30 euro, lo avrebbe consumato in compagnia di Millas, Fulle e un terzo soggetto minorenne. I due anziani sono stati prima spinti e poi presi a schiaffi. La banda, ancora per l'accusa, avrebbe commesso una rapina a Solesino il 21 settembre del 2020. A farne le spese un automobilista a cui è stata tagliata la strada per bloccarlo e derubarlo. E prima ancora a Conche di Codevigo, quando il 16 luglio del 2020, ancora per l'accusa, il solo pugile Millas ha preso a pugni una commerciante di pesce per rapinarla della borsetta di Dolce e Gabbana. Senza dimenticare l'efferata rapina consumata a Mestre il 16 ottobre del 2020. Nell'occasione, sempre per l'accusa, Millas avrebbe colpito con una raffica di pugni due vittime per rubare loro 180 euro, un tablet e un telefono cellulare. Uno dei due è stato dimesso dal pronto soccorso con una prognosi di 51 giorni. Poi altre tre rapine, per l'accusa sempre ad opera della banda, sarebbero state consumate a Padova il 27 ottobre, a Copparo in provincia di Ferrara il 10 novembre e ad Anguillara Veneta il 25 novembre.

LA TECNICA La banda è stata anche accusata di diciannove tra furti e tentati furti tra i comuni di Marghera, Mira, Rosolina, Legnago, Candiana, Conselve, Agna e Loreo. Nella maggiore parte dei casi si appostavano nei pressi del parcheggio di un grande centro commerciale. Prendevano di mira un'auto a cui foravano una gomma. Poi attendevano l'arrivo del proprietario e quando si accingeva a cambiare la ruota con le portiere aperte, uno dei banditi di soppiatto arraffava borsa e soldi. La tecnica è stata messa in pratica anche da Donovan Fulle all'inizio di marzo nel comune di Adria. Il sinti di 25 anni, con l'obbligo di dimora a Cavarzere, invece di andare al lavoro a Correzzola si è diretto in provincia di Rovigo per commettere un furto in auto. Ma gli è andata male, perchè è stato riconosciuto dal proprietario. Così la misura restrittiva è stata aggravata, ed è finito agli arresti domiciliari.

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