Inquinamento da Pfas, confermati i danni alla maternità e ai neonati

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Inquinamento da Pfas, confermati  i danni alla maternità e ai neonati
VENEZIA - La Direzione Prevenzione dell'Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto ha diffuso oggi una serie di informazioni aggiornate sull'incidenza dell'inquinamento da Pfas sugli esiti materni e neonatali. I risultati confermano i dati del rapporto precedente, ossia un incremento di pre-eclampsia, diabete gravidico, di nati con basso peso alla nascita per età gestazionale, di anomalie congenite al sistema nervoso e di difetti congeniti al cuore nelle aree a maggiore esposizione, sia in termini di rischi relativi grezzi, sia utilizzando analisi multivariate che permettono di valutare il peso dell'area di residenza nel determinare gli esiti sfavorevoli al netto di altri fattori noti.

Per gli sga (nati con basso peso alla nascita), inoltre, è presente un apparente gradiente di rischio che si riduce progressivamente allontanandosi dall'area rossa. Per alcune di queste patologie sarà necessario effettuare maggiori approfondimenti per consolidare i valori ottenuti, incrociando i dati con altri flussi informativi oppure allungando il periodo di osservazione. Lo studio condotto mette in evidenza una possibile associazione tra alcuni outcome di salute materno-infantile e la residenza in aree esposte, fornendo risultati compatibili con quanto già emerso dalla letteratura scientifica disponibile. Tuttavia, dato il disegno ecologico dello studio, per approfondire l'esistenza di un nesso causa-effetto sarà necessario integrare i risultati ottenuti con i dati di biomonitoraggio che forniscono informazioni sull'esposizione dei singoli individui.
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Martedì 19 Febbraio 2019, 15:52






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5 di 5 commenti presenti
2019-02-19 18:51:00
keep calm: potrebbe arrivare un contro-studio, infarcito di calcoli con dummy variables e salterà fuori che è colpa dello status sociale, ma comunque i dati avversi (se ce ne fossero) sarebbero troppo pochi per fornire una certezza statistica causa-effetto etc ect etc (déjà vu )... per un altro inquinante, non in veneto.... non in terra.....
2019-02-19 18:08:04
Ma dove erano gli enti pubblici preposti (Arpav e Spisal delle Ulss) alla tutela della salute dei cittadini e della salubrità dei lavoratori. ?? indagate i dirigenti che c'erano a quel tempo e non hanno fatto controlli.
2019-02-19 21:54:01
io intanto DENUNCEREI gli AMMINISTRATORI delle fabbriche come Miteni (ora in istanza di FALLIMENTO) che hanno MIS-usato la fusione di SOLFURO di Carbonio e Acido Fluoridrico, chiamato perfluoro alchiliche--PFAS -- per fare i tessuti come il mercato voleva. PERO' ORA pagano gli oltre 250 MILA persone che devono PAGARE anche per la loro salute (perche' il PFAS l'ha compromessa). Avverra' ai CDA come e' avvenuto ai lavoratori (tutti) del cinabro (solfurio di mercurio) delle valli Trentine (TUTTI MORTI anzitempo).
2019-02-19 18:05:23
Sara' necessario integrare i risultati ottenuti con i dati di biomonitoraggio che forniscono informazioni sull'esposizione dei singoli individui??? Ma esiste oramai una consolidata letteratura scientifica che non lascia dubbi sui danni di tali inquinanti permanenti. In altre parti del mondo hanno da tempo bloccato tali produzioni: solo in Veneto per anni si e' fatto finta di nulla, con lo scaricabarile tra varie Istituzioni, e con la grave responsabilita' dei due ultimi presidenti di Regione.
2019-02-20 16:48:29
beh, potrebbe finire tipo amianto (le malattie imputabili hanno un tempo di latenza troppo lungo, fortuna che da qualche anno è cambiato). Se ancora in rete leggere gli atti del processo di marghera (parte ambientale): accusa e difesa si avvalsero di periti dipendenti di almeno due università che sostenevano, ovviamente, tesi opposte!!! Chissà che dicevano a lezione!!!