Pestato a sangue per 30mila euro di debito di gioco, smascherati i 4 picchiatori

Giovedì 2 Dicembre 2021 di Redazione Web
Agenti padovani

PADOVA - Il capo procurava a propri connazionali documenti contraffatti con i quali intestarsi attività commerciali ed imprenditoriali. I poliziotti della Mobile  di Padova hanno dato esecuzione ad un’ordinanza  di misure cautelari in carcere disposte dal Gip verso 4 cinesi ritenuti a vario titolo responsabili di rapina, lesioni, danneggiamento, estorsione e ricettazione. L’indagine degli agenti della Squadra Mobile è partita subito dopo una rapina consumata a Padova la notte del 12 luglio 2020, in 9. Strada. In quell’occasione, alla mezzanotte inoltrata, i 4 picchiarono violentemente un loro connazionale (un imprenditore cinese) con pugni, calci e ginocchiate, allo scopo di recuperare un credito di 30.000 euro legato ad un debito di gioco d'azzardo, sottraendo di fatto alla vittima un orologio Patek Philippe del valore di 48.000 euro.

La pesante aggressione è costata alla parte offesa un trauma facciale, la frattura di un dito della mano destra e di una rotula, con una malattia protrattasi per oltre 60 giorni. A fornire ai poliziotti una prima descrizione degli autori dell’aggressione fu direttamente la vittima, subito dopo essere stata condotta e ricoverata all’Ospedale. In quella prima occasione la vittima mostrò dal proprio telefono una foto in cui venivano ritratti due dei suoi aggressori. I poliziotti hanno quindi individuato il locale ove quasi certamente si era tenuta la presunta bisca clandestina, al termine della quale poi si era consumata l’aggressione. La visione di alcune telecamere poste a ridosso di quel locale ha consentito di ricostruire le fasi antecedenti e successive all’aggressione (compreso un ulteriore episodio di danneggiamento dell'autovettura della vittima, di cui uno degli indagati infrangeva il finestrino lato guida con una grossa pietra; e poi il momento in cui la stessa vittima usciva dal locale con evidenti ferite sulle spalle e sul torace e con l'occhio sinistro gonfio), nonché di individuare i colpevoli, alla cui identificazione gli stessi agenti sono arrivati dopo alcuni servizi sul territorio, nei luoghi noti per essere frequentati dalla comunità cinese (in particolare presso alcuni locali ed abitazioni presenti a ridosso del piazzale della Stazione) ed il successivo raffronto con i rilievi fotografici degli stessi e l'analisi dei tabulati dei loro telefoni, che li collocavano sul luogo del delitto.

Principale sospettato, il 45enne FU Rong, detto "Guo Zhao”, clandestino sul territorio nazionale, pregiudicato per rapina e già condannato per detenzione di stupefacenti. L'ascolto delle conversazioni ha innanzitutto confermato da subito il movente dell'azione violenta, e vale a dire i debiti di gioco. Peraltro la condotta ai danni della vittima non si era affatto limitata al pestaggio ed alla rapina dell'orologio (recuperato in un secondo momento dagli stessi agenti della Squadra Mobile in sede di perquisizione), ma era proseguita oltre, con la richiesta estorsiva della restituzione del debito originario di 30.000 euro, sia con telefonate di minaccia, effettuate dal complice di Fu Rong, il 43 enne LIN Junpin, detto “Futou”, sia con visite presso il ristorante della moglie della vittima.

 Le intercettazioni hanno consentito di accertare che il gruppo era in grado di rintracciare, all'occorrenza, qualsiasi connazionale, anche se dimorante nel territorio di altra provincia, e di poter far ricorso anche all'uso di armi. Fra gli altri episodi emersi, uno consumato a Bologna la notte del 27.10.2020, allorquando il gruppo capeggiato da Fu Rong si è reso responsabile di un sequestro di persona ai danni di un connazionale pregiudicato, debitore della somma di 10.000 euro. FU RONG si è mostrato interessato anche ad altre attività: dal traffico di documenti falsi, alla prostituzione o al traffico di sostanza stupefacente, fino all’usura. Ma anche gli altri indagati non sono stati da meno. Accanto al predetto ed al LIN Junpin, i poliziotti hanno individuato pure il 32enne FU Kaiping, detto “Laonie” (incensurato) ed il 44enne ZHOU Xiaofeng (quest’ultimo individuato in colui che teneva il “banco” e che ha trattenuto con sé l'orologio rapinato), anche questi altri soggetti sempre pronti ad intervenire come picchiatori ed eseguire le indicazioni di FU Rong.

Sempre a quest’ultimo è contestato pure il reato di ricettazione in relazione all’acquisto ed alla detenzione per la successiva vendita a suoi connazionali (al prezzo di 2.500 euro cadauna) di carte di identità e patenti di guida rilasciate dalle autorità rumene, intestate a cittadini cinesi e risultate contraffatte a seguito di esame di laboratorio della Polizia Scientifica di Padova. Documenti sequestrati al Fu Rong il novembre scorso, all’interno di un appartamento sito nella cd. "Torre Belvedere" in zona Stazione (nella circostanza sono state rinvenute e sequestrate 8 carte di identità e 7 patenti di guida false, nonché la somma di euro 12.400 ritenuta provento dell’illecita attività).

È emerso così che Fu Rong procurava a propri connazionali documenti di soggetti compiacenti cui intestare, previo pagamento di una sorta di canone biennale (ammontante a migliaia di euro), attività commerciali ed imprenditoriali da avviare in tutta Italia. Così l’indagato è divenuto nel tempo un punto di riferimento per suoi connazionali dimoranti anche in altre province italiane, e presumibilmente dediti a loro volta ad attività illecite, quali prostituzione, traffici di droga ed armi da fuoco. I quattro arrestati sono stati condotti e ristretti presso le Case Circondariali di Padova, Vicenza e Rovigo

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