Dodicenne pestato da tre bulli sullo scuolabus: la zia denuncia tutto

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foto di repertorio

di Lorena Levorato

VIGODARZERE - Bullizzato sullo scuolabus. E' capitato ad un ragazzino di seconda media, offeso e picchiato da tre compagni più grandi. Il grave episodio è accaduto lunedì pomeriggio in uno dei due scuolabus che accompagnano a casa i ragazzi della media “Moroni” dopo le lezioni. A raccontarlo è la zia della vittima, stanca e amareggiata di sentire il nipote che le racconta di continue prevaricazioni e angherie da parte di ragazzini più grandi che utilizzano lo stesso scuolabus, e che ha deciso di diffondere la notizia perché tutta la comunità ne sia al corrente. La donna è preoccupata per il continuo peggioramento dei rapporti con i tre bulli: fino all’altro ieri le aggressioni al nipote 12enne erano state di natura verbale, ma lunedì il gruppetto sarebbe passato alle vie di fatto, prendendolo a pugni in testa.

«Desidero condividere con tutta la comunità di Vigodarzere uno dei tanti episodi di bullismo che continuano alle scuole medie - racconta la donna - sono zia orgogliosa di un ragazzo che frequenta le medie e che è stato nuovamente vittima di un brutto caso di bullismo. Mio nipote è un ragazzino sensibile e, proprio per questo suo carattere, è attento agli altri. Purtroppo già da molto tempo, nei pullman del trasporto scolastico, ci sono ragazzi di terza che prendono di mira molti altri alunni in maniera verbale (offendendo perfino le famiglie). Uno di questi ha picchiato con un pugno, per più volte, mio nipote in testa! Ovviamente era dolorante non poco! Non è possibile che certe cose succedano continuamente in un paese come il nostro! È una vergogna. Se mio nipote avesse ricevuto un pugno sullo stomaco o sullo sterno, essendo stato operato anni fa, le conseguenze potevano essere ben diverse. Sono stanca di sentire queste storie! Genitori tutti, riflettete!». La famiglia della vittima ha segnalato l’accaduto ai carabinieri di Vigodarzere evitando, almeno per ora, di sporgere denuncia. Gli investigatori dell’Arma affronteranno la questione nei prossimi giorni: si sono resi disponibili a incontrare sia i ragazzi delle scuole sia i loro genitori. Gli episodi di prevaricazione sono stati comunicati all’Unione del Medio Brenta, che per il Comune gestisce il trasporto scolastico, e anche alla scuola Moroni. Ma senza alcun risultato tangibile. Immediate sono state la solidarietà e la vicinanza manifestate alla famiglia dai cittadini che hanno espresso parole di affetto verso il ragazzino ma soprattutto di condanna di simili episodi.
LINEA DURA
Informata solo ieri della situazione, l’assessore alla Cultura e all’Istruzione Monica Cesaro ha detto che «il Comune non ne sapeva nulla. Abbiamo chiesto alla famiglia che ci ha confermato di aver informato l’Unione, ma nessuno l’ha poi detto a noi. Questo episodio è un fatto gravissimo: come amministrazione, insieme alla scuola, abbiamo fatto in passato e stiamo continuando a promuovere molte iniziative contro il bullismo e cyber-bullismo, e se avessi saputo che succede una cosa del genere tra i ragazzi della nostra scuola sarei andata io di persona sul bus a verificare. É intollerabile che accadano episodi del genere che vanno bloccati subito. Dal 1 dicembre abbiamo affidato l’incarico ad un nonno vigile di sorvegliare i ragazzi che salgono sui due scuolabus con una presenza a giorni alterni. Ricordo che per regolamento, chiunque si renda responsabile di atti di bullismo o non si comporti secondo le norme previste, viene lasciato a piedi e non può utilizzare i mezzi del trasporto scolastico. Ora che ne siamo venuti a conoscenza, come Comune ci confronteremo con la scuola e con i carabinieri su quali azioni intraprendere fin da subito perché episodi di bullismo e prevaricazione non vanno sottovalutati».
 
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Mercoledì 12 Dicembre 2018, 08:51






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